La denuncia dei medici di base: «Portale spesso in tilt, tamponi coronavirus senza risposte»

Martedì 10 Novembre 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, la denuncia dei medici di base: «Portale spesso in tilt, tamponi coronavirus senza risposte»

PESARO - I medici di base denunciano il malfunzionamento del portale sanitario on line Arca. Sono infatti continui i disservizi di accesso al portale di Area vasta, che viene utilizzato dai medici di base per consultare in tempo reale gli esiti dei tamponi, casi positivi, isolamenti e quarantene, accelerando di fatto i tempi di risposta del Dipartimento di Prevenzione. 

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La denuncia

«Siamo forse una delle poche regioni – osserva Paolo Mici, medico di famiglia – dove il portale Arca, fondamentale per la presa visione della situazione anche epidemiologica del proprio paziente e per conoscere l’esito del tampone, è irraggiungibile quasi per l’80% delle volte. Ieri è stato possibile raggiungere il portale web solo intorno alle 10, e già un quarto d’ora dopo, il sistema di accesso era praticamente non disponibile ed è stato così fino a sera. Questo non è certo un problema da poco per noi medici, considerando che su quel portale compaiono anche le date di messa in isolamento dei casi positivi, oltre agli esiti dei tamponi. Sono numerose le richieste telefoniche dei nostri pazienti, che chiedono di conoscere l’esito del proprio test, ma quasi puntualmente mi trovo costretto a rispondere che è impossibile accedere al portale e quindi occorre attendere la comunicazione del Dipartimento di Prevenzione. Alle prime segnalazioni, che poi si sono ripetute negli ultimi mesi fino ad oggi, mi è stato risposto dal Centro elaborazione dati di Macerata, che si trattava di un problema del sistema operativo di Windows. Ma così non è perché noi medici abbiamo le ultime versioni dei software disponibili. Da febbraio a oggi la situazione è inalterata. Per ovviare al funzionamento a singhiozzo, siamo costretti a entrare nel portale Arca la sera o la notte oppure nelle giornate per noi non lavorative, del sabato e della domenica, proprio per riuscire a comunicare l’esito ai pazienti che ce lo chiedono. Alcuni pazienti sottoposti a tampone non ricevendo la risposta, vengano indirizzati dal Dipartimento stesso al proprio medico di famiglia, che deve farsi carico della comunicazione ma solo accedendo a quel portale, che non funziona. Ancora una volta siamo noi medici a doverci organizzare e sopperire alle carenze e ai disservizi del sistema regionale e di conseguenza del Dipartimento di Area vasta 1». 

Dosi vaccinali 

«Le dosi di antinfluenzale sono praticamente finite, non ce ne sono quantitativi in più» così il dottor Marco Delbianco, coordinatore Usca per il territorio Pesarese, che non usa mezze parole per fotografare la situazione. Proprio ieri mattina è stata consegnata ai medici la sesta e ultima tranche prevista di quadrivalente antinfluenzale. L’aspetto curioso è che la comunicazione e-mail del servizio ai medici di base è arrivata alla mezzanotte di domenica con la disponibilità al ritiro delle dosi dalle 14 di ieri. Ci sono medici come il dottor Mici e con lui altri colleghi, che con l’ultima tranche non riusciranno per il numero di pazienti anche di fascia protetta, a coprire il secondo turno della prossima settimana. «Di fatto l’ultima tranche è pari a un quantitativo molto limitato – spiega il dottor Delbianco – parliamo di 40 vaccini per ogni medico di base. Dosi, che non sono sufficienti, se consideriamo la quota da trattenere per le vaccinazioni a domicilio. Diversi medici per esempio, arriveranno solo fino alla prossima settimana. Poi, è completa incertezza sul da farsi. Più volte al servizio sanitario regionale abbiamo riferito come medici di base, che il calcolo delle dosi in emergenza Covid, non andava fatto sul parametro del 20% in più di pazienti che chiedevano di vaccinarsi, bensì sul 100%».

 

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