Veglioni e cenoni proibiti nella case: l'ultima frontiera dei controlli coronavirus

Martedì 29 Dicembre 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, veglioni e cenoni proibiti nella case: l'ultima frontiera dei controlli coronavirus

PESARO - Ultimi giorni dell’anno e la macchina dei controlli delle forze dell’ordine pronta a garantire la sicurezza e il rispetto delle regole per evitare la diffusione del contagio nei giorni di festa solitamente dedicati ai raduni, cenoni e feste e agli incontri conviviali.

Una tradizione che la pandemia fa bruscamente interrompere. Lente puntata sugli spostamenti, ma attenzione anche ai veglioni e ai festini “proibiti”, almeno sulla carta, in quanto la stretta del Decreto Natale riguarda anche gli inviti nelle case o tra privati.

 

Le limitazioni

Tra le limitazioni previste dal decreto Natale, emanato il 18 dicembre, c’è appunto, nche quella di non ospitare nella propria abitazione più di due persone non conviventi. L’obiettivo è quello di evitare ritrovi e feste allargate anche nelle case. Così come detto dal premier Giuseppe Conte e ribadito dal ministro Lamorgese non ci saranno controlli nelle case private, ma con una precisazione su eventuali segnalazioni di vicini di casa che lamentano schiamazzi e rumori tali da far pensare a festini o ritrovi non consentiti, soprattutto tra i giovani. Il Prefetto di Pesaro Vittorio Lapolla assicura che per quanto riguarda feste private «si cercherà di intervenire in via preventiva e a seguito di eventuali segnalazioni, ma come accade sempre in caso di rumori molesti o schiamazzi». In pratica nulla di diverso da una normale situazione di quotidianità, ma in un contesto più delicato e sensibile. Al tempo stesso l’intervento per evitare assembramenti avverrà sulle strade per evitare a priori che si possano raggiungere luoghi di raduni. La Prefettura infatti in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha assicurato un adeguato dispiegamento polizia e polizie locali per i controlli sia in fascia arancione ma anche in zona rossa. L’obiettivo è «verificare la validità delle certificazioni per gli spostamenti, soprattutto nei giorni di lockdowon. Controlli intensificati a fine anno anche sulla vendita di prodotti pirici non autorizzati». Intanto il periodo natalizio è scivolato via senza particolari allarmi. Le attività sull’osservanza delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del coronavirus nel territorio della provincia di Pesaro hanno portato nelle giornate festive di venerdì 25 (Natale), sabato 26 (Santo Stefano) e domenica 27 dicembre, al controllo complessivamente 779 persone per la verifica sul rispetto del divieto di spostamento. Le violazioni amministrative contestate sono state 17. Nelle tre giornate sono state inoltre controllate 290 attività commerciali (45 nella giornata del 25, 99 in quella di sabato e 146 in quella di domenica con contestazione di un illecito al titolare di un esercizio pubblico controllato dopo una segnalazione). Il prefetto Vittorio Lapolla parla di un «periodo natalizio più che soddisfacente, con poche violazioni rispetto al numero dei controlli effettuati. Ha prevalso quindi il senso di responsabilità».

Zona arancione

Con il passaggio fino a domani, mercoledì, alla cosiddetta “area arancione”, il prefetto Lapolla continua a raccomandare a tutti i cittadini di continuare ad assicurare il rispetto delle regole mantenendo sempre alto il livello di guardia contro ogni possibile condotta o circostanza che possa favorire occasioni di contagio. Infine si ricorda che oggi e domani resta in vigore nel pomeriggio dalle 15 alle 20 l’ordinanza che prevede l’obbligo di circolazione pedonale a senso unico in alcuni tratti di via Branca, via Rossini, corso XI Settembre, via Toschi Mosca e via Zongo, con divieto di seduta sulle scalinate e limitazione di seduta sulle panchine in piazza del Popolo. L’ordinanza prevede anche che «nel caso l’afflusso di persone risultasse eccessivo, tale da esporre i passanti al rischio di assembramenti che non consentissero di rispettare la distanza interpersonale, sarà attuato il contingentamento degli accessi, chiudendo le aree ai pedoni che saranno dirottati verso percorsi alternativi, per il tempo necessario a ristabilire le condizioni adeguate a garantire il distanziamento interpersonale».

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