Pesaro, l'Area vasta dispone il tampone per il Coronavirus per tutti gli operatori sanitari

Mercoledì 1 Aprile 2020
Pesaro, l'Area vasta dispone il tampone per il Coronavirus per tutti gli operatori sanitari

PESARO - Screening sugli operatori sanitari anche nelle strutture ospedaliere di Area vasta, perché possano continuare ad operare più in sicurezza nell’emergenza. Riorganizzazioni fra presidi, servizi esternalizzati e la continua ricerca di personale, da Marche Nord alle strutture territoriali. E’ così che la battaglia contro il Coronavirus continua sul campo, mentre si fa sempre più forte la necessità di sottoporre infermieri, operatori e medici ai tamponi per preservare loro stessi ed evitare il propagarsi di altri contagi.

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La comunicazione interna del direttore di Area vasta, Romeo Magnoni, prevede il test per la ricerca del virus sul personale sanitario in forza. Il provvedimento arriva dopo l’attivazione pochi giorni fa, del laboratorio di Biologia molecolare Marche Nord, che pur fra procedure complesse e un iter tecnico burocratico complicato, sta proseguendo a processare internamente i tamponi
 
La comunicazione è stata inoltrata da Magnoni il 27 marzo ai direttori di Dipartimento e dei reparti ospedalieri territoriali. «Questa Area vasta - è scritto nel provvedimento - ha la disponibilità di circa 200 tamponi in più, che intendiamo riservare e utilizzare per il controllo di infermieri, medici e operatori in forza nelle strutture del territorio. Si tratta di kit aggiuntivi alla dotazione dei tamponi che vengono destinati per il controllo dei degenti e dei casi positivi che accedono alle strutture, dal Pronto soccorso di Urbino agli altri presidi. Oltre ai tamponi per il personale sanitario più esposto, l’Area vasta sta attendendo dagli enti regionali competenti per l’emergenza, un’ulteriore dotazione di test di verifica rapidi per lo screening Covid sugli operatori». L’Area Vasta 1 chiede ai direttori dei singoli dipartimenti ospedalieri del territorio, di presentare alla direzione Asur un piano di screening sul personale fra operatori in isolamento domiciliare o malattia e altri operatori in forza, a partire da quei reparti più esposti al contatto con pazienti Covid, fin dall’inizio dell’emergenza. I tamponi dovranno essere processati mettendo a regime il laboratorio dell’ospedale di Urbino. Ma anche nel provvedimento appena ufficializzato dall’Area vasta proprio come per l’azienda ospedaliera Marche Nord, ad essere sottoposti ai test saranno quegli operatori sanitari che presentano i primi sintomi sospetti da contagio del virus, ma nessun tampone ad oggi è previsto per i sanitari che sono asintomatici. Se l’Area vasta cerca il cambio di rotta, la situazione resta pesante al presidio di Urbino. 
Situazione drammatica
Il direttore del Dipartimento di Medicina e Lungodegenza, Paolo Lucarelli descrive una situazione complessa e drammatica. Manca il personale e nelle aree della Medicina riconvertite in zone Covid implementando i posti letto, ci sono 58 pazienti Covid su 60 posti disponibili. Il personale in forza è dimezzato con 18 operatori in servizio su 42, con medici e sanitari positivi in isolamento fiduciario. 
Marche Nord
Da ieri sono iniziati i nuovi corsi di formazione per tre neo assunti tecnici biologi che hanno preso servizio in laboratorio. Il direttore del laboratorio Massimo Valentini, lavora per entrare a regime e da domani processare i tamponi a servizio dei presidi Marche Nord e delle strutture territoriali, ad eccezione dell’ospedale urbinate. A una settimana dalla sua attivazione il macchinario sta lavorando intorno ai 150-200 tamponi giornalieri con turni degli operatori h12. Priorità viene rivolta ai pazienti Covid in ingresso al Pronto soccorso e agli operatori sanitari già in isolamento e sintomatici.

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 10:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA