Pesaro, l'Area Vasta ai dipendenti: «Punizioni a chi si lamenta sui social». Esplode la polemica

Martedì 21 Aprile 2020 di Silvia Sinibaldi
Il direttore dell'Area Vasta  Romeo Vagnoni

PESARO - La letterina inviata dal direttore dell’Area vasta 1 a tutti i dipendenti, nella quale si ricorda graziosamente ai dipendenti che possono essere sanzionati con provvedimenti disciplinari per la circolazione sui social «di enunciazioni, prese di posizione e commenti nei confronti dell’Azienda in merito al particolare periodo che stiamo vivendo» sta diventando esplosiva.

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Nella fattispecie Romeo Magnoni fa riferimento all’art. 3 del Codice di Comportamento Aziendale (da sempre ritenuto un’arma impropria a favore della libertà di licenziamento) che di fatto, nel bene e nel male, impedisce ai dipendenti di formulare critiche all’azienda stessa. Il fatto che tale recall coincida con la fase di assoluta emergenza nella quale il personale sanitario sta lavorando, ha suscitato critiche fortissime, molto nel merito ma ancora di più nella forma. Insomma un gesto inopportuno e poco rispettoso in piena emergnza Coronavirus.
 
La prima denuncia è dei sindacati Cgil e Cisl. «La tempistica con la quale viene ricordato l’applicazione del codice di comportamento oltre apparire fuori luogo appare aa sindacati e dipendenti dell’Area vasta come letteralmente offensiva, nei confronti di quelle persone che vorremo ricordare non solo sono stati definiti fino a ieri come “eroi”, ma che sono stati pubblicamente e più volte ringraziati dallo stesso Magnoni e Ceriscioli». Cgil e Cisl stigmatizzano anche la mancanza di ogni indicazione circostanziata tanta da definire l’intervento censuratorio. E se si tratta di immagine dell’azienda da tutelara rileva il segretario della Cimo Luciano Moretti: «l’immagine di codesta Area vasta appare più pregiudicata dalle decisioni che essa, e con essa Asur, ha assunto nell’attuale contesto che in ragione di esternazioni dei propri dipendenti i quali, operando all’interno delle strutture sanitarie, stanno patendo in proprio le conseguenze delle carenze organizzative manifeste, della improvvisazione con cui si sta gestendo il diffondersi del contagio determinato dal virus, della incapacità direzionale di tutelare il proprio patrimonio umano lasciato in balia degli eventi». Insomma l’Area vasta ci pensa da sola ad offuscare la sua reputazione. E last but not least la politica per voce del segretario provinciale di Fratelli d’Italia. «La nota in cui si minacciano sanzioni disciplinari agli operatori sanitari che si esprimono sui social a proposito dell’Azienda è una censura arrivata dalla dirigenza Asur nominata da Ceriscioli e protetta da quei sindaci per cui viene sempre prima il partito (con palese riferimento al Pd) e che pur essendo a conoscenza della comunicazione hanno taciuto». 
Accuse
Aggiunge Baldelli: «Invece di punire chi ha continuato con abnegazione a lavorare senza nemmeno adeguati e sufficienti dispositivi di sicurezza, è giunto il momento di accertare le responsabilità di quei dirigenti della sanità locale e regionale che hanno lasciato gli operatori ospedalieri in queste pericolose condizioni, aumentando il rischio della diffusione del covid-19 e dei suoi devastanti effetti su personale e malati».
Bonario suggerimento
Più bonariamente concludono invece Cgil e Cisl: «Invitiamo l’Area vasta a ritirare la comunicazione, nel tentativo di almeno in parte recuperare agli occhi dei propri dipendenti quell’autorevolezza che una pubblica amministrazione dovrebbe dimostrare di avere tanto più in momenti di estrema difficoltà come quelli che abbiamo attraversato. C’è ancora tempo per rimediare a questa caduta di stile». 

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