Monte Grimano, test sierologici a un terzo del paese: scoperti 54 positivi, tutti asintomatici

Domenica 3 Maggio 2020 di Gianluca Murgia
Montegrimano, test sierologici a un terzo del paese: scoperti 54 positivi, tutti asintomatici

MONTE GRIMANO TERME - È stato come dar la caccia ai fantasmi dove meno te li aspetti. E trovarli. Elia Rossi, sindaco di Monte Grimano Terme, domani consegnerà ad Asur il test sierologico eseguito volontariamente da 379 cittadini, tutti senza sintomi apparenti. Da questo “codice Monte Grimano”, che corrisponde a un terzo dell’intera popolazione comunale, è emerso che 54 persone - pari al 14% del totale, in prevalenza uomini - hanno avuto contatti con il virus.

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«Ci convivevano ma non lo sapevano» rende meglio l’idea Rossi. Il campione ha avuto un’età compresa tra i 14 e 80 anni. L’unica deroga per due bambini a rischio contagio (poi entrambi negativi). Il 2% dei 379 aveva già sviluppato gli anticorpi della memoria, gli IgG, quelli prodotti durante la prima infezione e che proteggono a lungo termine. Un altro 3%, invece, aveva solo gli IgM, quelli che si attivano quando il coronavirus è in piena fase di sviluppo. Il 10% circa dei test effettuati aveva sia primi che secondi, «anche se chi li ha effettuati - ribadisce Rossi, negativo a entrambi - era totalmente asintomatico o con lievissimi sintomi come un mal di gola».
 
Chi stava male, ovviamente, non poteva uscire di casa e fare il test. «Possiamo fin da ora affermare che il virus a Monte Grimano ha circolato in maniera nascosta. Il test, in alcuni casi, è stato ripetuto ma con lo stesso risultato» spiega Rossi. 
Leggiamo il dato al contrario: sui 379 che hanno fatto test, l’86% è risultato negativo. «Secondo noi la strada giusta per la fase 2 o 3, è quella di fare test a più persone possibili per capire chi va tenuto in isolamento e chi no - analizza il sindaco - Da questi dati emerge che stiamo tenendo in casa una massa enorme di persone rispetto ai reali contagiati, che ci sono contagiati invisibili e altri ancora che hanno già sviluppato anticorpi». L’auspicio è che «i dati di Monte Grimano possano servire a tutta la nostra Regione o all’Italia. E che si inizi con test obbligatori e gratuiti su tutti. Chiederemo alla Regione di far effettuare tra 15 giorni obbligatoriamente, a spese del sistema sanitario regionale, un secondo test ai 379 che l’hanno già fatto. E poi di allargare il campionamento ad altrettanti nostri residenti». Monte Grimano si era ispirato a Robbio, il Comune il “paese della disobbedienza civile”, il primo ad aver effettuato autonomamente test sierologici (4.000) sui residenti. «La tendenza dei risultati è uguale a Robbio - fa notare Rossi -. Stesse proporzioni. Il dato emerso da noi è indicativo perché effettuato su una fetta di popolazione che all’apparenza stava bene». Ne esce un altro messaggio fondamentale. «Il test si può fare in tempi celeri e quindi, usando comunque le dovute precauzioni e presidi di sicurezza, garantire però la riapertura dei servizi, centri estivi, lavoro, settori strategici... Dove poi emerge la positività è giusto fare indagine supplementari, come i tamponi. Ma il virus, così, ha meno possibilità di girare».

Know how da esportare
Grazie a un accordo tra Comune e NovaLab di Novafeltria il test sierologico, su base volontaria, è costato a ogni cittadino 22 euro (anziché 50). «Se qualcuno ne avesse fatto richiesta avrebbe pagato il Comune: avevamo un fondo per chi non poteva. L’iniziativa è piaciuta così tanto che il 15% di chi lo ha fatto veniva da altri comuni marchigiani e romagnoli, San Marino compreso. Altri Comuni del Montefeltro, in questi giorni, mi hanno chiesto informazioni: noi siamo disposti a fornire il nostro know how organizzativo e spiegare come si può migliorare. Siamo il Comune zero delle Marche». 

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