L'odissea di una mamma: partorisce in emergenza e scopre di avere il Coronavirus

Giovedì 19 Marzo 2020 di Massimo Foghetti
Fano, l'odissea di una mamma: partorisce in emergenza e scopre di avere il Coronavirus

FANO - È passata sotto silenzio la nascita di Amelia, una bella bambina nata il 10 marzo scorso nel reparto maternità dell’ospedale San Salvatore. Purtroppo è stata una nascita travagliata, dato che la sua mamma era positiva al Coronavirus, ma tutto è stato fatto in sicurezza. Dal dramma  non è detto che non possa nascere la fiducia in un domani più sereno. La mamma di Amelia, figlia di un noto medico di base fanese, accusando uno stato febbrile di tipo influenzale, anche per il suo stato di gravidanza, si era rivolta all’ospedale per farsi controllare. 

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Eseguito il tracciato, il medico di turno, ha notato che il feto emetteva segnali di cuore molto deboli e rischiava di andare in aritmia. È stato subito deciso quindi di effettuare un taglio cesareo in emergenza. «Una decisione improvvisa alla quale – racconta la mamma della puerpera Stefania Battaglia - nonostante i sintomi influenzali che accusava mia figlia, quest’ultima era del tutto impreparata. Vivere questi momenti è da incubo: già le ristrettezze a cui è sottoposto l’ospedale, rende difficile ogni comunicazione, il personale è indaffaratissimo, le tutele rigorose. Effettuato il parto, la bambina è stata subito portata via dalla madre, mentre a quest’ultima è stato fatto il tampone, che purtroppo è risultato positivo. Dramma su dramma. Questo ha prolungato ancora di più il distacco dalla madre dalla figlia, dato che i tempi per avere la risposta del test non sono stati brevi. Il primo contatto è avvenuto alcuni giorni dopo il parto, quando mamma e bambina sono state trasferite all’ospedale Santa Croce di Fano all’interno dell’autoambulanza». 
 
Giunte al nosocomio fanese, mamma e figlia sono state ricoverate in isolamento in una stanza e ancora oggi i genitori della neomamma non sono riusciti a vederle. Anzi, la signora Battaglia, per essere stata a stretto contatto con la figlia durante la gestazione, si è messa volontariamente in quarantena. Per fortuna il tampone eseguito su di lei ha dato esito negativo. «Ciò non toglie – ha aggiunto lei stessa – che continuerò a restare in isolamento, fin quando non sarà cessato ogni pericolo». 
Il simbolo della rinascita
Ma la storia non è finita qui: perché dopo alcuni giorni di isolamento, la mamma della piccola Amelia, pur essendo rivelata positiva al Coronavirus, è stata dimessa dall’ospedale ed è tornata a casa, mentre la bambina, per il suo stato di nascita precoce, è stata trattenuta al Santa Croce. Il distacco quindi si è fatto ancor più doloroso. Tuttavia Amelia è il simbolo di una rinascita possibile e in questo senso le auguriamo lunga vita.

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