Dottoressa e infermiera della squadra Covid a domicilio aggredite: «Episodio terribile, ma no denunce»

Fano, dottoressa e infermiera della squadra Covid a domicilio aggredite: «Episodio terribile, ma no denunce»
Fano, dottoressa e infermiera della squadra Covid a domicilio aggredite: «Episodio terribile, ma no denunce»
di Andrea Amaduzzi
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Giovedì 31 Dicembre 2020, 04:35

FANO - «E’ la prima volta che succede una cosa del genere. Voglio augurarmi che sia anche l’ultima». Le parole di Fabrizio Valeri, coordinatore Usca sul territorio, rendono bene lo sconcerto suscitato dall’aggressione di cui sono state fatte bersaglio una dottoressa ed un’infermiera l’altro pomeriggio a Carrara.

L’unità di continuità assistenziale si era recata sul posto per accertarsi delle condizioni di un’anziana che vive in un condominio composto da quattro appartamenti, quando all’uscita, in attesa che intervenisse il 118 per il trasporto della donna, sono state intercettate da due soggetti che reclamavano informazioni sull’identità della visitata. 

 

La “richiesta” di informazioni

Cortesemente le due hanno fatto presente di non poter fornire alcun tipo di indicazione, suggerendo comunque le precauzioni da adottare per evitare rischi di contagio. I due si sono a quel punto allontanati, ma nel giro di poco si sono avvicinati altri due uomini che con fare ancora più deciso e con grande insistenza si sono messi a pretendere le stesse informazioni. Di fronte ad un atteggiamento così aggressivo e temendo che la situazione potesse degenerare, dottoressa e infermiera hanno scelto prudentemente di attendere l’arrivo dell’ambulanza all’interno dell’auto da dove, abbassando il finestrino, hanno in un primo tempo anche provato ad interagire. Niente da fare.

Foto e documenti sbirciati

I due non hanno sentito ragioni e dopo essersi sbizzarriti nel fotografare auto e relativa targa, cercando anche di sbirciare tra i documenti che le operatrici stavano maneggiando, hanno alzato sempre di più i toni arrivando a colpire l’auto con un calcio e un pugno. Comprensibilmente spaventate le due vittime hanno allertato i carabinieri, che sono giunti rapidamente sul posto e qui provveduto ad identificare i due aggressori.

«Non era mai accaduto»

«Le nostre professioniste non hanno intenzione di sporgere denuncia. Nonostante la bruttissima esperienza vissuta e soprattutto la grande amarezza che hanno provato, intendono chiudere qui l’episodio» riferisce ancora Valeri, che giudica «inaccettabile» l’accaduto, sottolinea l’enorme lavoro che le tre squadre («una composta da due medici, le altre due da medico e infermiere») stanno sostenendo per soddisfare le esigenze di un bacino che spinge fino a Pergola e aggiunge: «Sarebbe bello che la stessa energia esibita maldestramente nei confronti delle nostre operatrici venisse utilizzata da certe persone nel contrastare comportamenti non in linea con le misure dettate per fronteggiare il contagio».

Esposto: «Inconcepibile»

Anche la direttrice dell’organizzazione dei servizi di base del Distretto sanitario di Pesaro Elisabetta Esposto ha definito «gravissimo e inconcepibile» il fatto, esprimendo vicinanza a «colleghe che si prodigano tutti i giorni senza sosta per curare e visitare i cittadini covid pos o sospetti. Si meritano medaglie al valore, non botte». 

Cucchiarini: «Perseguibili»

Si chiede invece se «stiamo impazzendo» l’assessore alla Polizia locale Sara Cucchiarini, che nell’esternare la sua solidarietà a chi sta conducendo «un lavoro già durissimo», osserva che «non c’è giustificazione alcuna a tale deplorevole atteggiamento» e auspica che i responsabili vengano perseguiti.

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