Pesaro, in calo accessi e malati di Covid-19: chiude la quinta Rianimazione al San Salvatore

Lunedì 6 Aprile 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, in calo accessi e malati di Covid-19: chiude la quinta Rianimazione al San Salvatore

PESARO - Un piccolo passo in punta di piedi per tornare a sperare. Dentro l’emergenza nelle sale di Rianimazione del San Salvatore, medici rianimatori e anestesisti, hanno riorganizzato negli ultimi giorni sale e corridoi. Un piccolo segno ma significativo della discesa degli ingressi in Pronto soccorso e degli esiti dei tamponi: ieri su 780 processati 123 positivi.

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La quinta Rianimazione allestita nella recovery room del Blocco Operatorio da venerdì sera è stata chiusa. C’è chi non ce l’ha fatta ma nelle ultime 48 ore, altri pazienti sono stati estubati per uscire dalla fase più critica del coronavirus. L’ultima settimana attesa per monitorare l’evoluzione dei casi e dei contagi, ha visto la Terapia Intensiva passare da 37 posti letto occupati a 32-33 posti con 29 pazienti che combattono il virus. Un segnale che ha permesso di ridimensionare gli spazi dopo un mese dall’inizio dell’emergenza.
 
Da oggi saranno a regime con turni regolari di lavoro, al pari di medici e operatori in pianta stabile, anche tre medici anestesisti parte della task-force e provenienti dalle strutture ospedaliere di Abruzzo, Umbria e Toscana. 
Il riassetto. 
La quinta Rianimazione ospitava 4 posti letto. Il medico anestesista Salvatore Maviglia che lavora fianco a fianco con il primario Michele Tempesta, si dice fiducioso e nelle prossime settimane con lo sguardo attento all’evoluzione dei casi, una seconda riorganizzazione potrebbe interessare anche le sale di Rianimazione 4 e 3. Si continua a lavorare in trincea, non è ancora il momento di tirare il fiato ma si pensa al dopo, con una progressiva riconversione delle sale intensive in sale sub intensive e di monitoraggio. La chiusura della quinta intensiva è una prima boccata di ossigeno per il personale medico e infermieristico in forza e permette di recuperare in organico 3 operatori socio sanitari e 6 infermieri, garantendo in particolare i turni notturni. Nel reparto intensivo anche l’approvvigionamento dei farmaci per le terapie Covid è ora più rapido. I numeri sintetizzati dal primario Tempesta fin dall’inizio di questa emergenza parlano di oltre 500 ricoveri e 200 operatori sanitari del San Salvatore contagiati. 
Le nuove unità
Paolo di Giulio è un rianimatore anestesista arrivato dall’Abruzzo, appena pochi giorni fa e parte con altri colleghi della task-force di emergenza. Sono 23 gli anestesisti Marche Nord in forza, spiega il dottor Maviglia e le nuove unità sono già formare e integrate con i colleghi della Rianimazione. «Prima un affiancamento – commenta l’anestesista abruzzese – ma da oggi lavoreremo in modo autonomo senza la necessità di supportare il personale Marche Nord e saremo inseriti già nei normali turni. Operiamo nelle sale intensive come rianimatori di pazienti Covid, facendo esattamente ciò che fanno i rianimatori di questa azienda ospedaliera. Io come altri colleghi sono nell’organico di supporto soprattutto per i turni di notte e per garantire i riposi a medici e operatori della prima linea. A ognuno di noi è affidata un’area della Rianimazione e altrettanti pazienti da seguire. All’interno delle intensive, la situazione resta comunque ancora seria e pesante. Su 6 pazienti che sto trattando fin dal mio arrivo, già due i decessi ma ci sono anche segnali di speranza come due pazienti stabili e altri due che ci auguriamo potrebbero migliorare e lasciare le intensive gradualmente, nelle prossime settimane».

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