Bambina positiva al tampone, un’altra classe in quarantena. E' il terzo caso negli ultimi giorni

Venerdì 25 Settembre 2020 di Letizia Francesconi

PESARO Ancora un caso di tampone positivo fra i più piccoli, dopo i due bambini di Petriano e Urbania, già in quarantena insieme alle rispettive due classi. Salgono così a tre i bambini del Percorso scuola intercettati dall’Area Vasta 1, positivi al test richiesto dal pediatra di famiglia.

LEGGI ANCHE: Il coronavirus è mutato: «Ora resiste a mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani». Ecco lo studio

LEGGI ANCHE: Due bimbi positivi al Covid alle elementari: in isolamento 37 alunni e 8 docenti in due plessi
 
L’ultimo caso è di una bambina, che frequenta la scuola primaria del polo comprensivo Enrico Mattei di Acqualagna. La sua positività è stata individuata e resa nota ieri dal Dipartimento Igiene e Sanità Pubblica, all’arrivo dell’esito del tampone. Scatta così una nuova quarantena per l’intera classe del plesso elementare. Visto il numero crescente di richieste inoltrate dai pediatri per eseguire i tamponi nei tre Distretti, l’Area Vasta è pronta a un cambio di passo e modifiche in corso proprio per il Percorso scuola. 
Il caso
«I tre casi finora individuati nel Percorso scuola – entra nel merito il direttore del Dipartimento Sanità Pubblica, Augusto Liverani – sono monitorati dai sanitari del Distretto di Urbino. La bambina era sintomatica da alcuni giorni, come indicato nella segnalazione del medico pediatra. Febbre e tosse, la sintomatologia finora più diffusa fra i piccoli pazienti, e nel caso della bambina la richiesta di tampone era stata inoltrata fra il 19-20 settembre. Nessun disturbo o patologia cronica. Da una prima indagine epidemiologica dei sanitari del Distretto, almeno nell’ultimo periodo, precedente all’inizio della scuola, la bambina non aveva viaggiato fuori provincia per vacanze o per altri motivi con i propri genitori. Questo a dimostrazione che siamo in una fase di circolazione endemica del virus, indipendentemente da rientri dall’estero o altri aspetti del contagio. Sulla bambina e i familiari, è in corso l’operazione di tracciamento e ricostruzione dei contatti più recenti e diretti». Classe in isolamento: la classe frequentata è stata chiusa ieri dai sanitari Asur e sono 20 i compagni posti in isolamento domiciliare fiduciario, così come i quattro insegnanti. «Tutti rimarranno in quarantena per i prossimi 14 giorni, indipendentemente dall’esito del primo tampone, anche se questo sarà negativo – conferma il dottor Liverani – stesso iter che si sta seguendo per le altri classi isolate di Petriano e Urbania. E’ stata anche inoltrata l’informativa alla direzione scolastica e al sindaco di Acqualagna, sulla base di una lista di operatori scolastici e alunni, venuti a contatto diretto con la bimba positiva, che la scuola stessa ha fornito ad Asur. Da oggi e si proseguirà nelle prossime 24-48 ore , i sanitari del Distretto di Urbino stanno chiamando i compagni di classe e gli insegnanti per programmare il tampone, che potrà essere eseguito secondo la disponibilità delle famiglie, nei punti Drive più vicini di Urbino o Fano. Oltre ai genitori dovremo chiamare anche nonni e parenti più vicini alla famiglia, che hanno avuto contatti recenti. Gli operatori faranno del loro meglio per eseguire i tamponi entro i prossimi due –tre giorni , anche perché i test del Percorso scuola, di fatto dovrebbero seguire gli stessi tempi del Percorso diagnostico». Work in progress: visti i numeri importanti di test richiesti per i piccoli pazienti già inoltrati, o che vengono attualmente presi in carico da Asur, il direttore del Dipartimento di Igiene e Salute, annuncia modifiche in corso.

La rassicurazione
«Per il solo Percorso scolastico – osserva Liverani – abbiamo deciso di garantire ai bambini e contatti stretti collegati, due tamponi quasi consecutivi. Il primo da eseguire dopo il primo contatto diretto, e il secondo sul finire del periodo della quarantena. Una modifica necessaria a anticipare i tempi e rassicurare gli istituti per far tornare in presenza la classe o gli insegnanti, oltre ad avere una certa precauzione e sicurezza nell’esito finale, perché magari un contatto individuato successivamente all’indagine, potrebbe non avere maturato il periodo di incubazione tale per avere poi un esito negativo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA