Picchia la moglie e anche il figlio di 11 anni, il Tribunale lo condanna e lo mette alla prova in un centro antiviolenza

Venerdì 6 Maggio 2022 di Luigi Benelli
L'uomo ha maltrattato la moglie e anche il figlio minore

FANO - Schiaffi alla moglie e al figlio minorenne che veniva persino deriso. Ieri il patteggiamento. Il fatto risale allo scorso dicembre quando era scattato il codice rosso con divieto di avvicinamento ai familiari per un cittadino dello Sri Lanka di 38 anni.

L’uomo, finito davanti al Tribunale collegiale, era accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto di averli compiuti anche sul figlio minorenne e in sua presenza quando si accaniva contro la moglie. I fatti contestati sono successi a Fano tra agosto e dicembre 2021 e al cingalese viene contestato il fatto di aver commesso i soprusi sempre in stato di ubriachezza e di aver costretto i familiari a «condizioni di vita penose».

 

 

Tra gli episodi anche le minacce alla donna: «Ti spacco la faccia» le diceva chiamandola prostituta, ma in un gergo ben più colorito. Dalle parole ai fatti il passo sarebbe stato breve perché a novembre per tre volte le avrebbe messo le mani addosso, una volta colpendola con un piatto in testa, un’altra volta con degli schiaffi e in una circostanza strattonandola e graffiandola. La rabbia dell’uomo si era scaricata anche sul computer del figlio minorenne, accusato di guardare cose che al padre non piacevano.

A dicembre il vertice della violenza, perché avrebbe schiaffeggiato la moglie e in una circostanza avrebbe picchiato anche il figlio di 11 anni, alzandolo e facendolo cadere a terra, facendogli sbattere la testa sul pavimento.

Un trattamento che si sarebbe ripetuto anche in presenza di un educatore che aiutava il ragazzino a fare i compiti.  Il padre ubriaco avrebbe persino deriso il giovane colpendolo con uno schiaffo e un calcio.

Madre e figlia hanno denunciato tutto e il commissariato di polizia di Fano aveva avviato le indagini. Così era scattato il codice rosso e il divieto di avvicinamento. Ieri l’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Coli, è stato condannato a 2 anni di reclusione con pena sospesa. Revocato il divieto di avvicinamento. Ma la sospensione è condizionata al fatto che il cingalese, entro sei mesi, dovrà dimostrare di aver iniziato un percorso di recupero per uomini maltrattanti in un centro antiviolenza.

 

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