Arretramento della ferrovia, il sindaco di Fano fa il pontiere tra Pesaro e la Regione: «Progetto più ampio e altri fondi»

Da sinistra il vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini e il sindaco di Fano Massimo Seri
Da sinistra il vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini e il sindaco di Fano Massimo Seri
di Lorenzo Furlani
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Giovedì 14 Aprile 2022, 09:54

FANO - «L’esigenza forte è quella di non contrapporsi, perché si rischia di generare la guerra di una città contro un’altra, tra Marche Nord e Marche Sud. Se si vogliono vincere le sfide bisogna essere uniti e avere una visione d’insieme: non dividere ma condividere». Il sindaco di Fano fa il pontiere sull’arretramento della ferrovia Adriatica.

Il paciere tra il Comune di Pesaro e la Regione
Intervenendo nel dibattito con qualche giorno di ritardo, dopo essersi svincolato dalla presa di posizione comune degli altri sindaci marchigiani della costa, Massimo Seri si propone come paciere tra il Comune di Pesaro e la Regione Marche, segnalando che liberare dal treno la linea di fronte al mare è un’opportunità storica per tutto il territorio con straordinarie ricadute turistiche e di sviluppo dei collegamenti urbani e della mobilità sostenibile. Un’utopia vagheggiata per decenni divenuta concreta ora con lo stanziamento di 5 miliardi di euro (primi fondi) nel bilancio pluriennale dello Stato per velocizzare il trasporto merci su rotaia con l’inserimento della ferrovia nel corridoio transeuropeo Ten-T.

Barbieri di Mondolfo non partecipa
A rendere plastica questa mediazione, nella sala della Concordia del Comune di Fano, al fianco di Seri c’è il vicesindaco di Pesaro, Daniele Vimini (Ricci ieri era impegnato a Roma), mentre sull’altro lato la poltroncina rimane vuota perché non ha accolto l’invito il sindaco di Mondolfo, Nicola Barbieri, tra i firmatari della protesta contro il progetto del by pass ferroviario di Pesaro che scaricherebbe «tutto il traffico merci sui quartieri delle nostre città».

Per risultare convincente Seri usa un argomento a cui Vimini non può negare il consenso. «Due sono gli elementi caratterizzanti della vittoria di Pesaro come capitale della cultura 2024, di cui Vimini è stato uno dei fautori - sottolinea di fronte ai giornalisti -: il territorio e l’orchestra. Il territorio deve lavorare insieme con tutti i comuni e ognuno deve suonare sulla base di un unico spartito». «Penso che l’approccio alla questione del sindaco Seri - chiosa il vicesindaco di Pesaro - sia quello più corretto e responsabile».

Gli accenti diversi
In realtà gli accenti restano diversi perché Pesaro si spinge solamente a sposare il prolungamento del by pass oltre la città della Fortuna, dopo che nel 2017 era stato firmato da Ricci e Seri un protocollo d’intesa per una comune strategia su sanità, viabilità e cultura, che aveva proprio nell’arretramento della ferrovia il suo punto più innovativo. «

Si utilizzino i due anni per la progettazione della nuova tratta - puntualizza Vimini - per reperire i fondi europei o statali (500 milioni di euro precisa a margine, ndr) per arretrare la ferrovia fino a Sud di Fano». Anche perché Seri senza ipocrisia evidenzia che la sua amministrazione è nettamente contraria alla chiusura del by pass a Fosso Sejore, dove la linea tornerebbe nell’attuale sede, dopo aver sfondato da Muraglia il colle Ardizio con una galleria, sbucando a livello stradale davanti ai campeggi pesaresi, con la statale fatta passare sotto la ferrovia.

La questione regionale
Ma l’impostazione del sindaco di Fano pone la priorità di una grande questione regionale da aprire con il governo di Roma, per non ripetere - rileva Seri - la vicenda della E78, la superstrada europea ridotta a due corsie con il progetto del 2015 che ora la Regione cerca faticosamente di correggere. 

I passaggi dell’impostazione
Questi i passaggi dell’impostazione di Massimo Seri: non si possono perdere le risorse già stanziate (1,8 miliardi per le Marche, di cui 1,2 per Pesaro), occorre avere un progetto territoriale più ampio, bisogna realizzare studi di fattibilità per tutti i tratti rivendicati dai Comuni, si devono evitare interventi che compromettano il prosieguo dell’opera dividendo i territori, occorre procedere per stralci perché non è possibile ottenere subito l’arretramento in tutte le Marche. «Le connessioni creano crescita - dice Seri- e la crescita genera opportunità». Una posizione che collima con quella della Regione.

«Ma non si freni il governo»
Dal canto suo, Vimini rilancia l’aspettativa di un piano di fattibilità complessivo della Regione per un’interlocuzione con il Ministero delle infrastrutture che non freni «l’orientamento storico del governo a favore dell’arretramento», secondo quando già è stato fatto. Evidenzia che la questione delle barriere antirumore non c’entra con questo progetto.

Riguardo allo studio di fattibilità, che prevede nel tratto di 19 chilometri Gradara-Pesaro, con 4,7 chilometri di gallerie e 8 di viadotti, la realizzazione di una stazione ferroviaria sopraelevata in strada dei Cacciatori, difficilmente conciliabile con un hub per il carico e lo scarico delle merci, Vimini ribadisce che questa è l’esigenza per lo sviluppo delle imprese del territorio che il Comune di Pesaro porrà al Ministero.

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