La cittadinanza onoraria di Urbino alla Guardia di finanza per meriti storici: domani il consiglio comunale vota la delibera

La cittadinanza onoraria di Urbino alla Guardia di finanza per meriti storici: domani il consiglio comunale vota la delibera. La sede del comando in via Bramante
La cittadinanza onoraria di Urbino alla Guardia di finanza per meriti storici: domani il consiglio comunale vota la delibera. La sede del comando in via Bramante
di Eugenio Gulini
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Domenica 18 Settembre 2022, 07:05

URBINO - Il consiglio comunale, nella seduta convocata per domani alle 16 nella sala Serpieri ex Collegio Raffaello, voterà il conferimento al corpo della Guardia di Finanza la cittadinanza onoraria di Urbino per meriti storici. «Il corpo della Guardia di Finanza – si legge nelle motivazioni - ha avuto un ruolo fondamentale nella liberazione della città di Urbino dallo Stato Pontificio e nella conseguente annessione del territorio al Regno d’Italia (17 marzo 1861, la data segna la nascita dello Stato unitario italiano)».

Il sindaco: «Episodio cruciale»

«Questo momento cruciale della nostra storia cittadina, che si intreccia con la storia nazionale italiana – ricorda il sindaco Maurizio Gambini - è stato riportato alla luce in seguito alle recenti operazioni di ripulitura di targhe e lapidi posizionate nel centro storico e nelle sue vicinanze, grazie alle quali è stato possibile rec9uperare la memoria del fatto storico accaduto l’8 settembre 1860 e riportato nella lapide di Porta Santa Lucia. Volendo istituzionalizzare il legame tra la città di Urbino e il corpo della Guardia di Finanza, domani – rimarca il primo cittadino - si propone al Consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria di Urbino al corpo della Guardia di Finanza, quale riconoscimento significativo ed espressione di gratitudine per il contributo determinante che esso ha offerto all’adesione della città allo Stato moderno nazionale e costituzionale». 

Ma cosa accadde l’8 settembre 1860? «I finanzieri furono i primi a entrare in città alla guida di un folto gruppo di volontari patrioti marchigiani e romagnoli – si legge nelle motivazioni -. Quelli furono giorni di notevole fermento, poiché Napoleone III diede il proprio benestare all’esercito sabaudo all’occupazione delle Marche e dell’Umbria che, al tempo, facevano parte dello Stato Pontificio. Le truppe papaline furono avvisate del tentativo di invasione e si disposero in difesa del territorio, ma dopo una lunga notte di attesa, si ritirarono. Proprio nel momento in cui abbassarono la guardia, i finanzieri alla guida degli insorti spuntarono dalla zona di Pallino e da lì, nella mattina dell’8 settembre 1860, marciarono verso il centro storico e varcarono Porta Santa Lucia al grido di “Viva l’Italia! Viva Vittorio Emanuele!”.

La conciliazione 150 anni dopo

«In memoria di questo avvenimento storico – continuano le motivazioni - sotto l’arco di Porta Santa Lucia è posta una lapide con la seguente dicitura: “8 settembre 1860 - Primi ad entrare in Urbino insorta furono i finanzieri avanguardia dei volontari”. Quello stesso giorno, dopo la vittoria sul campo – conclude il documento - i patrioti di Urbino si raccolsero a Palazzo Corboli e costituirono la prima Giunta di Governo della città liberata dal “giogo pontificio”». Nel 150esimo anniversario di quella data un’altra lapide fu collocata in via Battisti dal comitato di Pesaro e Urbino dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano per significare che “ la città conciliata ricorda le opposte fazioni da cui nacque la Casa Comune Italiana”.

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