Ercoles, il bagnino influencer che racconta la riviera dice no alla politica: «Così rilancerei il turismo tra Romagna e Marche»

Venerdì 26 Febbraio 2021 di Gianluca Murgia
Lorenzo Ercoles (al centro), 35 anni, bagnino che con i suoi video ha ottenuto milioni di visualizzazioni

CATTOLICA Lorenzo Ercoles, 35 anni, è il bagnino-influencer di Cattolica che con i suoi video ha raccontato, nell’ultimo anno, la riviera con le sue bellezze ma anche contraddizioni.
Ercoles, a quante visualizzazioni è arrivato il suo video più popolare? 

 

 
«Cinque milioni. Il video è quello girato sulla battigia, dove denuncio l’ipocrisia di chi sta attento a non inquinare, di chi mangia vegano e poi ogni anno vola dalla parte opposta del pianeta per fare vacanze esotiche senza pensare all’inquinamento folle dei voli intercontinentali. In quel video esalto le bellezze artistiche, storiche e naturali della Romagna. È stato condiviso migliaia di volte, riprodotto per intero su Radio DJ e su Sky. Un risultato inaspettato».
Quelle motivazioni, un anno dopo, restano valide?
«Più valide che mai, il nostro paese è una perla, lo sa tutto il mondo ma noi manteniamo una esterofilia sfrenata. La riscoperta del territorio oggi che il Covid ci costringe nelle nostre regioni è un obbligo».
Sta preparando nuovi video?
«Io non preparo niente, mi sveglio una mattina, accendo la telecamera e parlo, chi mi segue lo fa per questo, non seguo un copione, non mi preparo niente prima, cerco di intrattenere e fare riflettere, mi piace raccontare poesie, infilarmi in un argomento tabù, raccontare il territorio o le storie del nonno di 80 anni fa. Sicuramente la prossima estate continuerò a rompervi le scatole».
Cosa fa d’inverno un bagnino atipico come lei?
«Un bagnino come me si gratta la pancia, poi col Covid ancora di più. Solitamente a ottobre prendo la macchina e parto, senza sapere la meta. Ho vissuto esperienze fantastiche, tipo a Mantova nella cripta di Sant’Andrea dove riposa il tesoro di San Longino, il sangue di Cristo, una delle reliquie più importanti della storia. Anche Napoleone si è battuto per averla. E io che sono un pirla qualunque per un caso incredibile sono riuscito ad entrare col curatore per dare una sbirciatina».
Cosa manca nella politica turistica di Cattolica?
«Manca una visione d’insieme: le vacanze balneari sono finite e ora il turista è più esigente. Per farlo star bene bisogna offrirgli tutto quello che abbiamo, portarlo a mangiare nella vigna, portarlo alle numerose sagre paesane dell’entroterra, il palio del Daino, la Festa delle streghe, l’assedio al Castello, bisogna lavorare in sinergia tra tutti i Comuni della Valconca per offrire un calendario di eventi condiviso, un sistema di trasporti economico e una comunicazione che manca completamente. Se noi abbiamo un turista una settimana e lo facciamo rimanere a Cattolica tutti i giorni lo perdiamo, se invece lo prendiamo per mano nelle battaglie tra Montefeltro e Malatesta avrà un’offerta turistica unica al mondo».
Nuovo lungomare: il progetto la convince?
«Il nuovo lungomare è una porcheria, tutti i problemi di oggi permangono, rimarrebbe ad un solo senso di marcia, verrebbero cancellati tutti i parcheggi per motorini e biciclette, il verde non è stato nemmeno calcolato, sono stati solo capaci di tagliare alberi. Il problema principale di Cattolica sono i parcheggi ed è lì che bisognerebbe intervenire: un calcolo catastale indica che ci sono oltre 50 edifici abbandonati. Per quanto siano esteticamente discutibili serve un parcheggio multipiano in zona mare. Poi, potenziando i parcheggi verticali possiamo limitare al traffico la zona mare. Il nuovo lungomare è un minestrone di parole difficili per un marketing accattivante senza un singolo progresso nella sua fruizione».
Altro tormentone: la ricostruzione della scuola Repubblica.
«Vado controcorrente. La necessità di tenerla in centro è palese ma sappiamo che il terreno è limitato, di contro l’Arena della Regina in centro ha dato numerosi problemi, proteste per il rumore, diverse cause perse e i concerti durante l’estate sono stati limitati a tre. La mia idea è quella di risolvere due problemi in uno: costruire la Repubblica sul proprio terreno e su quello dell’Arena della Regina, e l’Arena della Regina spostarla al Parco le Navi per vitalizzare quella zona periferica».
Entro giugno dovrebbero tenersi le elezioni comunali: che voto dà all’attuale amministrazione?
«Assolutamente negativo, si sono presentati al grido di trasparenza e partecipazione e non hanno mai condiviso le loro decisioni. Avevano promesso la ristrutturazione di Casa Cerri, invece è rimasta un rudere. Hanno autorizzato due nuovi supermercati al Macanno, hanno tagliato alberi ovunque ma in via Del Prete dove i platani vivono un’epidemia di cancro colorato non sono intervenuti. Hanno buttato centinaia di migliaia di euro per la promozione turistica a Miami, il logo Enjoy Cattolica, lo spot con Luca Onestini o per pagare le vacanze ai ragazzini del collegio, soldi gettati a influencer... quando io ho dimostrato che si poteva fare senza spendere un euro. Non hanno avuto il coraggio di tornare indietro ed ammettere i loro sbagli... Mi auguro che il giorno del voto sia il 25 aprile».
L’idea di candidarsi c’è o è solo gossip?
«L’idea non c’è mai stata, perché la politica non mi piace, penso che la mia indipendenza sia importante per il messaggio che voglio dare, voglio parlare solo a nome mio, non voglio essere diplomatico, voglio denunciare tutto quello che vedo facendo quella opposizione che serve alla mia città. Poi se vogliono una opinione, io sono sempre qua».
Se fosse sindaco cosa farebbe?
«Farei una piattaforma online dove tutti i cittadini possono scrivere le proprie idee e votare le delibere del consiglio comunale, creerei un consorzio con i Comuni della Valconca per offrire un’offerta turistica a 360 gradi, metterei mano a viabilità e urbanistica, sposterei la ciclabile da via Del Prete a via Carducci, farei manutenzione alla passeggiata di legno sul lungomare di Ponente...».
A Pesaro ha un estimatore di nome Matteo Ricci: c’è qualche progetto con lui? 
«Ricci è il sindaco di una città di quasi 100.000 abitanti, ha cose più importanti da fare che pensare a me. Lui sa come contattarmi e sa della mia disponibilità».

 

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