Malore fatale, muore a 58 anni e il comitato denuncia: «L'ambulanza ha dovuto fare 40 chilometri»

Sabato 15 Maggio 2021 di Chiara Azalea
Cantiano, malore fatale, muore a 58 anni e il comitato denuncia: «L'ambulanza ha dovuto fare 40 chilometri»

CANTIANO - Resta incandescente il fronte della sanità nel territorio dell’Unione Montana del Catria e del Nerone. Arriva dal movimento Sanità Senza Ospedali una nuova testimonianza relativa ad un episodio avvenuto nella giornata di giovedì nella frazione Pianello di Cagli dove: una persona, colta da malore, è stata soccorsa da una ambulanza partita da Urbania essendo quella di Cagli impegnata altrove. Circa 40 chilometri, quindi, da percorrere in piena emergenza in quanto da Urbania a Cagli sono 25 chilometri di distanza e circa 15 da Cagli a Pianello. Purtroppo l’uomo di 58 anni colpito da malore - spiega un referente del movimento - aveva già avuto problemi in passato: è morto prima dell’arrivo dell’ambulanza. 

 

E resta solo un medico di base

«Il comune di Cagli è assieme ad Urbino il più esteso di tutta la provincia e con molte frazioni sparse sul territorio come gli altri della Unione Montana. E’ illogico e grave che la popolazione di un territorio così vasto sia priva di un minimo di servizi ospedalieri di base e di un Punto di Primo Intervento che possa dare servizi tempestivi alla cittadinanza, come da tempo chiedono istituzioni e cittadini» commenta il Movimento spontaneo di cittadini e associazioni per il diritto alla sanità pubblica. Un altro importante focolaio di criticità si sta alimentando a Cantiano messo in serie difficoltà dal pensionamento, a decorrere del primo giugno, del dottor Giuseppe Alessandrini dopo 40 anni di servizio al quale, secondo le disposizioni Asur Marche, non corrispondono nuovi inserimenti. Un solo dottore, quindi, a coprire una popolazione di oltre 2,000 abitanti, con un’età media abbastanza alta.

Il sindaco scrive ad Asur

Il dottor Francesco Luchetti, attualmente in servizio a Cantiano, resterà quindi da solo e si suppone che supererà presto il tetto dei 1.500 pazienti andando a raccogliere quelli orfani del dottor Benedetti. Una situazione al limite, quindi, che ha suscitato una tempestiva reazione del sindaco Alessandro Piccini che ha indirizzato una lettera ai vertici Asur Marche, Area Vasta 1 e alla Regione oltre che all’Unione montana del Catria e Nerone esprimendo la sua preoccupazione. «Vorrei subito precisare che tale preoccupazione è mossa più da valutazioni di carattere sostanziale, che formale, se infatti risulta proceduralmente comprensibile, come da nota Asur già recapitata ai cittadini cantianesi in carico al dottor Alessandrini, l’invito a scegliere un nuovo medico tra quelli disponibili, e che hanno possibilità di acquisire nuovi pazienti, entro il numero massimo di 1.500 mutuati, non è però accettabile, né realisticamente sostenibile, che tale parametro si applichi a realtà, come la nostra, distribuite su un vasto territorio di 84 kmq, a bassa densità abitativa e con una popolazione anziana, con frequente e costante necessità di accesso alla medicina di base» si legge come incipit della lunga e circostanziata nota firmata dal sindaco.

Potenziare assistenza 

Difficoltà concrete, reali, oggettive, che cozzano contro la tendenza regionale di puntare verso una sanità territoriale che non può prescindere da un potenziamento dell’assistenza sanitaria di base e, quindi, da un adeguato numero di medici di medicina generale sui territori.

 

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA