Morto il dottor Di Priolo, choc a Cagli. Era stato l’anima dell’ospedale “Celli”: domani l'ultimo saluto

Morto il dottor Di Priolo, choc a Cagli. Era stato l anima dell ospedale Celli : domani l'ultimo saluto
Morto il dottor Di Priolo, choc a Cagli. Era stato l’anima dell’ospedale “Celli”: domani l'ultimo saluto
di Chiara Azalea
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Martedì 24 Novembre 2020, 02:25

CAGLI  - Un fulmine a cielo sereno ha squarciato il risveglio di un’intera comunità che, attonita e sconvolta, già dalle prime ore del mattino, ha appreso dell’improvvisa scomparsa del dottor Sebastiano Di Priolo. Aveva avuto problemi cardiaci qualche settimana fa, la situazione sembrava stazionaria ed era in convalescenza a casa ma, nella notte a cavallo tra domenica e lunedì, l’improvvisa e fulminea evoluzione. Romano di origini, dopo la laurea con specializzazione in chirurgia d’urgenza, pronto soccorso e terapia intensiva chirurgica, aveva scelto Cagli come città di adozione, trasferendosi con la sua famiglia.

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E’ stato responsabile del pronto soccorso dell’ospedale cagliese dal 1982 al 2005, è stato il corpo e l’anima di un intero ospedale per oltre trent’anni, mettendo in campo, 24 ore su 24, sette giorni su sette, tutto se stesso con professionalità, passione e un’infinita umanità. Sono tante le persone che, non solo a Cagli, devono tanto, a volte tutto, al ‘doc’ Di Priolo. «Grazie per avermi salvato la vita, grazie per avermi ascoltata quando nessuno mi sentiva» scrive su Facebook una sua paziente amica e come lei tante altre persone al quale, negli anni, Di Priolo ha ridato sorriso e vita.

Un commento che si perde tra i fiumi d’amore, vicinanza, cordoglio, stima e dolore da parte di tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, hanno incrociato il suo cammino. «Mi hai insegnato a lavorare, mi hai fatto amare il mio lavoro» commenta un’ex collega, portavoce di tante generazioni di medici e infermieri che, al suo fianco, sono cresciuti al Celli. Aveva chiesto il pensionamento anticipato qualche anno fa, “abbandonando” suo malgrado il suo ospedale, o quello che ne rimaneva dopo anni di smantellamenti e depotenziamenti sanitari. Ma non ha mai abbandonato i suoi pazienti, prestando attività in diverse strutture private e dimostrandosi sempre disponibile. Perché un vero dottore, in fondo, non smette mai di esserlo. Fondatore e cuore pulsante della sezione cagliese della Croce Rossa, ha ricevuto la Croce d’Oro di anzianità per aver superato 50 anni di attività e la Croce d’Oro al merito, la più alta onorificenza della Croce Rossa Italiana.


«Incarnava il vero volontario Cri, sempre pronto a fare di tutto per gli altri, a volte non curando nemmeno i suoi problemi» ha commentato con emozione Filippo Torri, presidente della sezione cagliese, cercando di condensare l’immensa gratitudine, stima e rispetto per il collega e amico. Per il suo impegno al servizio della collettività è stato insignito con il premio “Il cagliese” e nel 2016 con le civiche benemerenze. Nessun premio sarà mai sufficiente per ringraziare un grande professionista e un immenso uomo che nel cuore della sua città resterà sempre “il dottore”. Al cordoglio si unisce anche la Cisl Sanità. Avrebbe compiuto 68 anni il prossimo primo gennaio, lascia la moglie e i suoi tre figli, oltre a un vuoto incolmabile nel cuore di una città che, da oggi, si sente più insicura, vulnerabile e povera senza di lui. Il funerale si svolgerà domani mattina alle 10.30 al campo sportivo di Cagli.

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