Centro storico senza bagni pubblici: la vergogna dei servizi chiusi e abbandonati è solamente un po' celata

Martedì 5 Aprile 2022 di Andrea Amaduzzi
L'accesso ai bagni pubblici in disuso di piazza Marconi

FANO - Grandi progetti e piccole miserie. Gli uni impongono sforzi notevoli, mentre per liberarsi delle altre basterebbe poco. «Qualche centinaio di euro e un paio di ottimi manutentori» pronostica Angelo Bertoglio, dirigente e componente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia, che si è imbattuto nel mesto spettacolo offerto dai bagni pubblici di piazza Marconi, lungo via Nolfi «e proprio sotto le finestre del sindaco». 

 

Stessa sorte al Pincio
Nulla di percepibile dal piano stradale, ma chiunque si rechi alla macchinetta per assicurarsi il ticket del parcheggio può rendersi facilmente conto dello stato di colpevole abbandono delle due scalinate che conducevano ai servizi igienici sotterranei, costruiti alla fine degli anni ’60 proprio assecondando l’idea di nasconderli alla vista e chiusi ormai da un sacco di tempo. Adesso ad essere occultati, ma fino ad una certa misura, sono «puzza e degrado» lamenta Bertoglio, che si è già mosso per sensibilizzare i consiglieri comunali Tarsi e Pierpaoli «perché intervengano istituzionalmente su questa vicenda e su molte altre indecorose situazioni».

Il contrasto con i grandi progetti
Inaccettabile per l’esponente di Fdi il contrasto stridente fra il progetto presentato di recente per la riqualificazione di Giardini Leopardi e Corte Malatestiana, orientato a costruire «un centro storico vivo, suggestivo e bello da vivere», così come lo aveva tratteggiato proprio Seri, e una realtà da cui emerge «il poco rispetto da parte di diversi cittadini per il decoro urbano» ma che rivela anche l’atteggiamento omissivo di chi è istituzionalmente investito del compito di tenere quello stesso centro storico «pulito e ordinato».

Stessa situazione al Pincio
Non guasterebbe che all’interno dell’invocata strategia di intervento di bonifica si prendesse di petto anche il tema dell’assenza di bagni pubblici funzionanti, che continua a connotare in negativo il centro storico fanese nella totale indifferenza. Come quelli di piazza Marconi e peraltro simili anche per come erano stati congegnati architettonicamente, pure quelli del Pincio risultano infatti dismessi da anni e anche, di fatto, irrecuperabili, perché con quelle ripide e strette scalinate appaiono inaccessibili a chiunque lamenti anche solo qualche piccolo problema di deambulazione, figurarsi ai disabili.

Servizio a pagamento nella zona mare
Eppure sei anni fa furono spesi 17.000 euro per una riqualificazione che interessò anche le strutture dei Passeggi e quelle in zona mare di viale Adriatico e viale Ruggeri, come quella del Lido regolarmente utilizzabili durante la stagione estiva sebbene a pagamento. 

Petizione online
Per dotare di bagni pubblici («segno di civiltà, decoro e utilità pubblica») il centro di una città che continua ad esibire la sua vocazione turistica era stata anche indetta lo scorso anno una petizione su change.org in cui si evidenziava la condizione obbligata di cittadini e turisti costretti a fare ricorso agli esercizi pubblici per espletare i propri bisogni. E lasciando poi perdere coloro che ancora adesso si concedono metodi molto più spicci, come quelli praticabili in alcuni vicoli appartati e di cui forniscono eloquente testimonianza le chiazze su muri e sanpietrini.

 

Ultimo aggiornamento: 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA