Fano, cantiere navale in grave crisi
Sono a rischio 88 posti di lavoro

Venerdì 24 Giugno 2016
Il sindaco Seri con i lavoratori di Azimut Benetti

FANO - «Aprire tempestivamente un tavolo di crisi al Mise per scongiurare la chiusura dello stabilimento Azimut-Benetti di Fano». Lo chiede l’onorevole Lara Ricciatti (Si) in una interrogazione parlamentare depositata questa mattina alla Camera dei Deputati.

«È necessario intervenire in tempi rapidi su questa vertenza, che rischia di assestare l’ennesimo duro colpo al settore della nautica nella Valmetauro, fino a poco tempo fa punta di diamante dell’economia del nostro territorio - afferma la deputata fanese di Sinistra Italiana - Le risposte fornite sino ad oggi dall’azienda non paiono giustificare assolutamente la chiusura di una realtà produttiva così importante e con standard qualitativi così elevati. La logica di riduzione dei costi non può derogare alla responsabilità sociale che un’impresa deve avere nei confronti del territorio».

«Date le dimensioni del gruppo, credo sia opportuno che la vertenza venga portata a Roma, per avere maggiore forza nella trattativa e per provare a valutare alternative per rafforzare, anziché dismettere, questo sito produttivo. Ritengo importante la partecipazione del Comune di Fano, che si è mostrato sensibile sin dalle prime ore a questa vertenza, al tavolo di crisi. Deve essere chiaro - conclude Ricciatti - che in gioco non c’è soltanto il rapporto tra l’azienda ed i suoi lavoratori, ma il benessere di un intero territorio».

Questa crisi è un fulmine a ciel sereno. Per tre anni consecutivi al cantiere navale di Bellocchi di Azimut Benetti si è lavorato intensamente e niente lasciava presagire l'annuncio della richiesta di cassa integrazione per 40 lavoratori e la decisione di cedere il ramo d'azienda; invece la comunicazione è giunta all'improvviso. Subito hanno reagito i sindacati che dopo aver convocato, ieri mattina dalle 6 alle 7, un 'assemblea dei lavoratori, hanno proclamato ieri una giornata di sciopero con relativo presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

Negli incontri, dapprima con la Rsu e in seconda battuta con i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, l'azienda ha parlato chiaramente solo di "cessione di ramo d'azienda" (che tra l'altro la Benetti non ha mai praticato a differenza della consociata Azimut), oppure di cassa integrazione a zero ore e mobilità. «Eppure - spiegano i lavoratori (88 tra operai e impiegati, 30 dei quali già in cassa integrazione, ai quali se ne aggiungeranno altri 10) - il lavoro non manca». Si dice che l'azienda ha in programma la costruzione di due scafi: uno di 31 metri e l'altro di 35. Le proposte di lavoratori e dei sindacati sono state diverse ma tutte ugualmente bocciate. Nella vertenza è stato coinvolto anche il sindaco di Fano Massimo Seri che ha garantito un contatto continuo e costante con i lavoratori e sindacati. La situazione comunque è molto preoccupante dato che sembra ci sia la volontà di chiudere il cantiere.

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