La giunta regionale a Fano ascolta le richieste sulla sanità: ecco le questioni poste da Seri

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Massimo Foghetti
Da sinistra Aguzzi, Saltamartini, Acquaroli, Baldelli e Leonardi nella sala Verdi del teatro della Fortuna

FANO - Sindaci, medici, sindacalisti hanno avuto l’occasione, ieri alla sala Verdi del teatro della Fortuna di esporre i loro rilievi, le loro necessità ed evidenziare le carenze del territorio alla giunta regionale in occasione della fase d’ascolto per la redazione del nuovo piano socio sanitario delle Marche.

 

Verso un nuovo piano sanitario
L’esecutivo regionale era presente con il presidente Acquaroli, l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, quello alle infrastrutture Francesco Baldelli, quello all’edilizia pubblica Stefano Aguzzi e la presidente di commissione sanità Elena Leonardi. Un’occasione al momento consultiva, di fronte a un piano appena abbozzato, che sarà replicata quando la bozza sarà più strutturata nel momento in cui dovrà essere votata dall’assemblea dei sindaci dell’Area vasta 1.

Per il sindaco di Fano Massimo Seri la prima sfida è rappresentata dalla riorganizzazione territoriale, vero punto debole dell’assistenza sanitaria così come è stata portata avanti in questi ultimi anni. «Il prossimo piano sanitario – ha detto – dovrà prestare particolare attenzione alla innovazione tecnologica avanzata, dovrà migliorare l’interfunzionalità tra gli operatori e soprattutto tenere conto della casistica, parametro primario che giustifica gli interventi».

Ha poi espresso un giudizio positivo sulla attività del reparto di Chirurgia così come è stato organizzato tra Fano e Pesaro, ma ha espresso una seria preoccupazione sulla sorte dell’ospedale Santa Croce.

L'ospedale unico abbandonato
Come è noto la giunta regionale ha deciso di abbandonare il progetto dell’ospedale unico dell’azienda ospedaliera Marche Nord per consolidare il Santa Croce, dopo un intervento strutturale di restauro, con 261 posti letto, rispetto ai 372 (comprensivi dei 41 potenziati di terapia intensiva) assegnati a Pesaro , città nella quale verrà realizzato un ospedale nuovo.

Seri ha espresso il timore che tra la costruzione di un nuovo ospedale e il restauro di uno vecchio, prima o poi si instauri un disequilibrio a svantaggio tutto di quest’ultimo. Ha poi sollevato il problema, rafforzato in seguito da altre posizioni, della carenza del personale medico che rischia di vanificare tutti i progetti di nuove strutture e di dotazione di nuovi macchinari. Ha chiesto infine di rivedere l’organizzazione territoriale degli Ambiti sociali oggi in disarmonia con i distretti e di fare riferimento ai fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza per realizzare l’hospice pediatrico a Fano, tenendo conto anche della disponibilità dell’ospedaletto che un tempo ospitava il reparto di Pediatria. 

Il sindaco di Mondolfo
A insistere sul potenziamento del Santa Croce è stato il sindaco di Mondolfo Nicola Barbieri che ha considerato il nosocomio fanese importante per tutto l’entroterra. Tra le sue richieste: il ripristino del medico nella Rsa di Mondolfo, rimasta attualmente priva di questa importante figura e la possibilità di fare le vaccinazioni in loco senza costringere i cittadini a recarsi a Fano. 

La voce dell’entroterra
La voce dell’entroterra è stata rappresentata anche dal vicesindaco di Pergola Graziano Ilari che ha richiesto la valorizzazione dell’ospedale del piccolo centro con la ripresa dei lavori, tuttora sospesi, relativi all’efficientamento energetico e alla riduzione del rischio sismico. Anche qui la carenza dei medici e soprattutto dei medici di base, rappresenta un grande problema sentito dalla popolazione. Un appello questo poi rafforzato anche da Vania Sciumbata responsabile della funzione pubblica della Cgil.

 

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