Lorenzo, 68 anni, alpinista esperto iscritto al Cai, precipita per 25 metri e muore sul Nerone

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Angelo Parlani
Lorenzo Molo

PIOBBICO - È precipitato da una parete di roccia del massiccio del monte Nerone, da circa 25 metri di altezza, lungo il sentiero dell’Eremo, e per lui non c’è stato niente da fare. Lorenzo Molo, 68 anni, fanese, esperto arrampicatore e sci alpinista, è rimasto vittima ieri della sua grande passione per la montagna.

Intorno a mezzogiorno saliva in solitaria quando, forse per un errore tecnico o per una leggerezza, è caduto giù. Non si può escludere neanche un malore. Iscritto alla sezione Cai di Pesaro, magazziniere in pensione, lascia la moglie, una figlia e due nipotini.

 

 

Il sentiero dell’Eremo
La parete strapiombante che l’ha tradito, in un territorio montano che conosceva bene, si trova a tre chilometri da Piobbico. Il sentiero escursionistico dell’Eremo, identificato con il numero 8, molto abbordabile, è sempre meta di sportivi. Lorenzo Molo approfittando della bella giornata di sole, si era incamminato di buon mattino per circa un chilometro lungo il sentiero, poi aveva trovato il punto per iniziare l’arrampicata laddove il panorama disegna a tratti una cartolina mozzafiato, con pareti rocciose che invitano un appassionato a osare sempre di più.

Il tonfo fatale
Nei pressi c’era una giovane coppia pesarese che improvvisamente ha udito un tonfo. Subito accorsa, ha visto quel corpo a terra esanime. Immediatamente è scattato l’allarme per la sala operativa del 118, che ha inviato la squadra di soccorso di Apecchio e l’ambulanza della postazione territoriale di Urbania, ma lo scalatore è spirato dopo qualche minuto.

Sul posto è intervenuta una sorta di task force: vari mezzi e un quad dei vigili del fuoco, una squadra del soccorso alpino e i carabinieri di Piobbico. La salma posta su una barella è stata portata dai vigili del fuoco nell’ampio parcheggio della strada Apecchiese nei pressi dell’imbocco del sentiero e poi con il carro funebre all’obitorio dell’ospedale di Cagli. Questa mattina il medico legale eseguirà un esame esterno della salma e ne comunicherà l’esito alla procura della Repubblica per le determinazioni di sua competenza (eventuale autopsia o nulla osta alla sepoltura).

Forse un incidente tecnico
Lorenzo Molo si era arrampicato per una altezza di 25 metri e, come spiega il presidente dell’arrampicata sportiva regionale Sandro Angelini, in questa occasione, in attesa dell’arrivo di un suo compagno, non avrebbe usato la consueta tecnica dell’autoassicurazione con la corda, tramite l’utilizzo di un attrezzo chiamato piastrina, che in caso di strappo blocca la fune, evitando la caduta. La piastrina, infatti, è stata trovata a terra.

Conosceva la zona
La vittima si arrampicava abitualmente sulle pareti del Rio Vitoschio e quelle della Balza della Penna, tutte nel comune di Piobbico. Era molto conosciuto anche nella zona, dove condivideva questa sua passione con tanti amici, pure dell’entroterra. Chi passava con lui le giornate in montagna sapeva che il suo sogno era quello di accompagnare un giorno i suoi due nipotini a fare le arrampicate.

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