Ofelia, la gatta che cerca, scava e trova i tartufi proprio come un cane

Venerdì 12 Giugno 2020 di Angelo Parlani
Ofelia, la gatta che cerca e trova i tartufi proprio come un cane

APECCHIO - Una gattina, un tartufo e la storiella incuriosisce subito. Se poi il suo nome è Ofelia, ne viene fuori un quadro di shakesperiana fama, che fa rima con Amleto e il racconto diventa ancora più gustoso, che viaggia al confine dell’incredibile. Perchè la micia cerca i tartufi, scava e li trova. proprio come un cane.

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E’ una sera degli incerti primi giorni di giugno, tre giovani apecchiesi arrivano al rintocco di mezzanotte passeggiando nell’alberato viale di S. Caterina ad Apecchio, dove tira sempre un’arietta frizzante e intorno, ovviamente, tutto tace, non si muove, come si dice foglia. Anzi, no. In un albero qualche cosa “svolazza” tra un ramo e l’altro divertita e la notte buia non le fa paura. Ha gli occhi da gatto. Già, la “cosa” è una gattina che a quella tarda ora, si diletta in quel modo. 
 
Dall’albero al terreno
I giovani sorridono, magari un pochino invidiosi, pensando di questi tempi alla sua spensieratezza. Ma poi sparisce, come inghiottita dalle tenebre, per rivederla poco lontano, questa volta, sotto l’albero che forsennata “frulla” il terreno in cerca di qualche cosa. Fa come un cane che sente un tartufo. Poi si placa e si pavoneggia guardando i tre intrusi. E quasi “ringhia”, lei che è sempre dolcissima. E ne ha ben donde: guai chi si avvicina al suo tesoro, ossia ad un tartufo. Lo ha trovato Ofelia e guai chi lo tocca.

Il “nero” scovato
I tre ragazzi si fanno... coraggio e la gattina si allontana, ma guardando sempre quello che voleva e doveva essere un suo prezioso trofeo. C’è da stropicciarsi gli occhi, tanto che stupiti, i tre giovani prendono in mano il “nero” per sincerarsi che fosse vero. E tale, ovviamente, era.

La fotografia
La gattina, intanto, da lontano segue le loro mosse e prima di essere “inchiodata” da un click, se ne va. A lei, forse non interessa la popolarità o andare sul Guinness dei Primati. Per ora le basta essere sulla bocca di tutti gli apecchiesi come la “Gattina che si sente cane e trova i tartufi”. Per il resto ha ancora tempo. Certo che questa è una storia da... mosca bianca, perché ad oggi non si hanno notizie a tal senso. La scienza tace, trincerandosi dietro ad un vago, quanto laconico, senza il suffragio di alcuna testimonianza «Sì, il gatto può trovare il tartufo, ma poi se lo tiene...». Già, forse come voleva fare la nostra Ofelia.

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