Aprono una società per comprare insieme un bosco: «Legna? Macchè, sarà una riserva laboratorio»

Domenica 21 Giugno 2020 di Elisabetta Marsigli
Apecchio, aprono una società per comprare insieme un bosco: «Legna? Macchè, sarà una riserva laboratorio»

PESARO - Fuggire dalla città per rifugiarsi nella natura è il sogno di molti, ma arrivare ad acquistare un’area forestale per far sì che il bosco possa diventare un laboratorio di ricerca all’aperto, utile alle scuole, ma anche a cittadini e visitatori, è qualcosa di straordinario.

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L’idea è venuta ad un gruppo di persone legate dalla sensibilità ambientale. Il bosco in questione è quello localmente noto col nome “Macchia della Serra”, che si sviluppa accanto ad Apecchio, da cui parte e ritorna un sentiero che attraversa tutti i suoi 33 ettari e mezzo. Si è cosi’ costituita una società agricola con 13 soci (ma hanno partecipato all’operazione anche alcuni “volontari”) che ha rilevato questo grande bosco con lo scopo di riportarvi naturalità e biodiversità, ovvero cercando di ristabilire un equilibrio naturale.
 
«Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’area boschiva andava all’asta e considerandone la bellezza, la posizione e il costo non eccessivo, abbiamo deciso di acquistarla. - spiega Aldo Cucchiarini, uno degli amministratori - La maggior parte dei boschi italiani è tendenzialmente utilizzata per produrre legna da ardere, specie sull’Appennino. Questo comporta tagli pressoché continui, a carattere industriale. Ne consegue che, ad esempio, nelle Marche ed in Umbria i boschi siano costituiti da alberi di dimensioni assai ridotte (bosco ceduo). L’alternativa è il bosco ad “alto fusto”, che si presenta come un vero bosco, con tronchi ben definiti, alberi alti, produzione di seme, ecc». Così, per riuscire a restaurare il bosco e farlo tornare a quello che era in origine, è stato coinvolto il professor Bartolomeo Schirone (Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Montagna, dell’Università della Tuscia di Viterbo - dipartimento Dafne - presso la sede di Rieti) per un sopralluogo: «Con lui abbiamo perlustrato il bosco, stabilendo che in alcuni punti sarà possibile effettuare un “restauro attivo“, una riconversione ad alto fusto; in altri, invece, manterremo il bosco in stato di libera evoluzione, ovvero non verrà eseguito alcun intervento e la conversione avverrà in modo autonomo. Altre aree verranno rimboschite con specie autoctone pregiate». Un esempio che potrebbe essere imitato. «Stiamo lavorando per incrementare le risorse con finanziamenti europei. L’idea è quella di creare un bosco didattico, dove i turisti e le scuole siano i benvenuti. Lo attrezzeremo con pannelli divulgativi e cureremo i sentieri.  Insomma, lo scopo è quello di far sì che il bosco possa diventare un laboratorio di ricerca all’aperto». 
Dedicato a Regina
La società costituitasi per la gestione dell’area, si chiama, non a caso, “Bosco per sempre Regina”: «Regina era un’appassionata camminatrice e amante della natura - chiosa Aldo – Alcuni dei nostri soci hanno proposto di dedicarle il bosco e la proposta è stata accolta con favore». Ora si sta valutando la possibile costituzione di un organismo diverso, adatto a permettere la partecipazione a tutti coloro che lo desiderassero, per allargare l’iniziativa. Chi desidera avere informazioni può scrivere a boscopersempre@tiscali.it. Il bosco è di facile accesso e si può visitare anche da soli. La Macina Terre Alte ha già in programma un’escursione l’ultima domenica di giugo (info: camminareinappennino2020@gmail.com). E la guida sarà Aldo.

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