Aree montane, il futuro è nel tartufo: il nuovo distretto aspetta il Governo

Aree montane, il futuro è nel tartufo: il nuovo distretto aspetta il Governo
Aree montane, il futuro è nel tartufo: il nuovo distretto aspetta il Governo
di Veronique Angeletti
3 Minuti di Lettura
Domenica 31 Ottobre 2021, 06:20

ACQUALAGNA - Il futuro delle aree montane marchigiane passa anche dal tartufo ma il futuro del tartufo passa più di tutto dalla tutela del suo habitat, da una corretta gestione delle aree montane e dal rispetto di chi ci lavora. Svela lungimiranti risvolti il “Distretto marchigiano del tartufo” ideato dalla Giunta regionale che, a breve, sarà sottoposto al Governo, Anche perché trova un grande alleato nel piano di sviluppo rurale (PSR) delle Marche.

Un sodalizio che, ieri, è stato illustrato al Salotto da Gustare della 56 esima fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna nel seminario “La vocazione tartuficola nelle Marche e lo sviluppo delle aree montane - Il ruolo del PSR Marche per la tutela del bosco e dei suoi prodotti”. In platea, oltre ai tartuficoltori, i vertici dei Gal e delle associazioni agricole.


«Con i fondi messi a disposizione dal Psr, sono stati realizzati oltre 1600 ettari di tartufaie coltivate che si sommano a più di 2mila ettari di tartufaie esistenti» entra nel merito il vicepresidente ed assessore all’agricoltura Mirco Carloni. «Un impegno così importante coglie il ruolo strategico del tartufo, prodotto di grande prestigio dell’agroalimentare regionale, elemento di attrazione per un intero territorio e motore economico in grado di creare occupazione e reddito. Questa attenzione verso il tartufo rientra nel più ampio contesto delle misure silvo-ambientali di cura dei boschi e della salvaguardia della biodiversità». Il che fa nascere interessanti approfondimenti i cui risultati potranno trovare spazio nella programmazione regionale 2023-2027 ma prima ancora nelle risorse del Pnrr. 


«Risorse che fanno che è il momento – conclude - di mettere tutti quanti insieme per fare diventare il tartufo un elemento di forza. E interrogarsi su altre idee come destinare le aree demaniali al tartufo, il che creerebbe delle opportunità di lavoro, in particolare per i giovani». Infatti, un altro importante intervento del Psr (oltre 31 milioni di euro) mira a mantenere vitali attività economiche nelle zone montane a rischio di abbandono (aggravato nella regione dagli eventi sismici del 2016-2017). «E’ previsto che alle aziende agricole – conclude Carloni - che devono far fronte a maggiori costi e minore produttività, il PSR assicura una “indennità compensativa”. Con i loro boschi e le loro produzioni di qualità questi luoghi possono e devono poter esprimere il loro potenziale, creando opportunità che facciano restare sul territorio, ritrovando vitalità e prosperità - conclude Carloni – magari studiando affinché il valore ricavato dal tartufo rimanga in gran parte nelle tasche di chi lo ha coltivato».


Intanto mentre si delinea il futuro della coltivazione del tartufo, la Fiera di Acqualagna fa scendere in campo il gotha dei produttori ed esibisce nell’angolo cooking i migliori chef. Il pranzo è riservato allo chef Giuseppe D’Amico del Ristorante Rope Bistrot di Ancona con la ricetta “cialda tiramisù salato con Tartufo di Acqualagna” e alle 18, lo chef Roberto Dormicchi con “Vellutata di zucca con farro perlato e tartufo bianco”. (Info 334.2526561)

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