Abramovich (7,6 miliardi), Mordasov e gli altri: quanto hanno perso per la guerra i miliardari russi? I conti di Forbes

Dal rublo più debole alle sanzioni internazionali: tutte le cifre delle perdite dei più ricchi

Oligarchi russi, quanto hanno perso per la guerra? Da Abramovich a Mordasov, i conti di Forbes sui patrimoni dei miliardari
Oligarchi russi, quanto hanno perso per la guerra? Da Abramovich a Mordasov, i conti di Forbes sui patrimoni dei miliardari
di Mario Landi
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Martedì 26 Aprile 2022, 19:14 - Ultimo aggiornamento: 22:03

Molti, come Roman AbramovichAleksej Mordasov - considerato l'uomo più ricco di Russia - hanno perso oltre metà del loro patrimonio. Per altri il downgrade economico è stato meno pesante, ma pur comunque a nove cifre. Il rublo che si indebolisce a livello internazionale, le ripercussioni delle sanzioni economiche contro gli oligarchi dello Zar, in una parola la guerra che Putin ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, si abbatte come una mannaia sugli affari dei magnati di terra russa. Nella lista Forbes dei miliardari del mondo i compatrioti dello Zar sono scesi dai 117 del 2021 agli 83 dell'anno in corso. Nel giro di 365 giorni, in media, gli oligarchi russi hanno visto volatilizzarsi il 27% della loro ricchezza. Una cosa come quasi due miliardi di dollari a testa.

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Oligarchi russi, quanto hanno perso per la guerra?

Sono trentacinque i russi che figuravano tra i miliardari nel 2021 e nel 2022 sono usciti dalla top list. Il banchiere Oleg Tinkov e il gigante della tecnologia Arkady Volozh, due degli esempi più eclatanti. I conti in tasca dei magnati vengono fatti da Forbes mettendo a confronto i patrimoni netti all’11 marzo 2022 con quelli del 5 marzo 2021. Ecco quanto hanno perso nel giro di un anno.

 

Chi ha perso di più 

A guidare la "classifica" dei magnati più colpiti è Aleksej Mordashov (considerato fino a poco tempo fa l'uomo più ricco di Russia con un patrimonio di 29 miliardi di dollari, il quadruplo di Silvio Berlusconi e 13 volte di John Elkann per avere qualche termine di paragone). Azionista di maggioranza della società siderurgica Severstal e del gruppo Tui, una delle più grandi società di viaggi e turismo del mondo - come riporta Forbes - nel 2022 ha un patrimonio netto di 13,2 miliardi di dollari: un calo enorme di 15,9 miliardi rispetto al 2021. A pesare sono state maggiormente le sanzioni Ue a febbraio. E' considerato uno dei fedelissimi di Putin. Ci sono poi Vagit Alekperov (patrimonio in calo di 14,4 miliardi di dollari) che possiede una partecipazione nel gigante petrolifero Lukoil, e Suleiman Kerimov, magnate dell'oro sanzionato dalla Ue a metà marzo scorso: perdita netta in un anno, 11,4 miliardi di dollari.

Il caso Abramovich

E poi viene Abramovich. Il suo patrimonio attuale si aggira attorno ai 7 miliardi di dollari. In un anno ne ha persi 7,6 miliardi. Non solo ha dovuto lasciare la squadra di calcio londinese del Chelsea, ma si è visto congelare beni a profusione - tra cui un jet e ville supelussuose. Fu avvelenato durante i primi negoziati tra Russia e Ucraina dove si era presentato come negoziatore, e oggi i sui due yacht da 900 milioni di dollari sono bloccati in lidi non alla portata delle autorità europee. Insomma, per lui un anno da dimenticare.

Gli altri casi

C'è poi Vladimir Lisin (patrimonio netto nel 2022: 18,4 miliardi  con un calo di 7,8): il patron di uno dei maggiori gruppi produttori di acciaio in Russia, ha perso circa un terzo del suo patrimonio. E' uno di quelli che hanno cercato di prendere le distanze dall'offensiva russa in Ucraina. Vladimir Potanin, la seconda persona più ricca di Russia, in un anno ha perso qualcosa come 9,7 miliardi di dollari. Possiede un terzo di una società mineraria di nichel e palladio Norilsk Nickel. Il valore delle sue quote è crollato dopo l’invasione dell’Ucraina.

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