Scuola, il grande caos e i presidi allo stremo «Situazioni kafkiane»

Giovedì 2 Dicembre 2021

LA DIDATTICA
PESARO Tampone si, tampone no, cronaca di un caos annunciato quella di questo inizio settimana nelle scuole. Ad opera di due circolari che, nell'arco di 24 ore, si sono confutate confondendo i presidi già alle prese con tante responsabilità. In caso Covid, i dirigenti scolastici sono il punto di riferimento degli alunni e delle famiglie, il front desk per il personale che, entro il 15 dicembre, dovrà avere il Green pass rafforzato con il vaccino e, da questa settimana, c'è pure l'Area vasta che chiede nel Pesarese di prendere decisioni basandosi sui test antigenici rapidi. Una richiesta capitata quasi in concomitanza con la prima circolare, quella cancellata, che eliminava il testing nelle scuole.«Una situazione kafkiana» osserva il preside dei presidi marchigiani Riccardo Rossini, alla guida del Liceo scientifico Marconi di Pesaro. Conferma che lunedì sera, una circolare, a firma dei direttori dei ministeri della salute e dell'istruzione, ha imposto la dad a tutta la classe con un solo caso positivo e che martedì sera, un'altra circolare, su intervento del governo, ripristinava le misure d'inizio novembre.
Go and stop
Ossia che, con un caso positivo, ogni compagno fa un test e se il risultato sarà negativo può ritornare a scuola e dovrà convalidare la sua negatività con un altro tampone dopo 5 giorni; con 2 positivi, i vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi faranno il tampone mentre i non vaccinati vanno in quarantena; con 3 contagi, tutta la classe va in quarantena. Mentre per i più piccoli è previsto un test subito e una quarantena di dieci giorni. La circolare di novembre però prevedeva la sospensione delle lezioni nel caso in cui l'autorità sanitaria «non possa intervenire subito». Ipotesi che, con l'attuale tendenza epidemiologica, rischia di essere una certezza, il che ha spinto il direttore Augusto Liverani del dipartimento di Prevenzione malattie infettive dell'Asur Marche 1, «per adottare con rapidità misure di sanità pubblica senza sovraccaricare i servizi di diagnostica», a chiedere ai presidi di ricorrere al test antigenico rapido senza aspettare la conferma dall'Asur con il test molecolare. «Il tutto in un momento dove aumentano in un modo esponenziale i contagi» sottolinea Rossini. «Questo mercoledì, sono 30 gli alunni risultati positivi al Covid-19 e senza la sponda dell'Area vasta sarà difficile correttamente tracciare i contagi». Come non sarà facile per gli alunni trovare un posto nelle agende già saturate delle farmacie. «Anche se risponde la farmacia Mari di Pesaro , nell'interesse dei ragazzi, un ulteriore sforzo si fa». Super decisori per le quarantene, i presidi diventano anche i super controllori del personale scolastico dal 15 dicembre. Niente più tamponi negativi, il passaporto vaccinale si ottiene solo se si è completato il ciclo incluso la terza dose.
Che cosa succede
«In realtà spiega Edoardo Virgili, dell'istituto comprensivo Michelini Tocci di Cagli - il 15 dicembre è una data di partenza poiché tutto dipende dal piano vaccinale di ogni lavoratore che deve rispettare i tempi tra la prima, la seconda e la terza dose. Chi lavora nelle scuole, avrà priorità ad accedere ai centri vaccinali ma chi non rientra nei casi di esenzione o differimento e rifiuta di vaccinarsi sarà sospeso. Spetta al dirigente precisa Virgili - di rilevare l'inosservanza con una comunicazione scritta. La lettera da una parte sospende il lavoratore che non ha più diritto a emolumenti ma, siccome non ha conseguenze disciplinari, si mantiene il rapporto di lavoro». Ma le vere novità sono nel controllo della documentazione. «E' molto importante entra nel merito Samuele Giombi, il preside del Liceo classico Nolfi Apolloni di Fano che le scuole possano acquisire i dati relativi alla prenotazione della vaccinazione o all'avvenuta vaccinazione tramite la piattaforma del Ministero della Salute. Ci auguriamo che le modifiche alla piattaforma ministeriale saranno fatte tempestivamente affinché consentano alle scuole di gestire senza problemi l'attività di verifica. Le scuole conclude - non possono supplire a funzioni sanitarie e in questo momento hanno estremo bisogno di 2 cose: chiarezza, semplificazione».
Véronique Angeletti
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