Per ogni pediatra 10 richieste al giorno «Percorso scuole così sfiora il collasso»

Domenica 27 Settembre 2020
L'ALLARME
PESARO Con una media di una decina di richieste per ogni pediatra di base, il sistema del Percorso scuola, coordinato dall'Area Vasta 1, è già quasi al limite delle proprie capacità. A dirlo sono la gran parte dei medici pediatri del territorio. Ad aprire ora una riflessione e tirare le prime conclusioni è Silvio Amadio, pediatra urbinate e vice segretario della Federazione medici pediatri.
Le nuove indicazioni
Intanto cambia anche il sistema delle certificazioni sulla base dell'ultima circolare ministeriale per la riammissione a scuola di bambini e studenti. Ed è già confusione. Condizioni e prescrizioni che si fanno più stringenti e che passano dalla competenza del Dipartimento di Prevenzione Asur alle singole professionalità dei pediatri.che le richieste delle famiglie per bambini plurisintomatici, che necessitano di un tampone sono in aumento, lo confermano gli ultimi dati in mano ai pediatri. «In media ognuno di noi osserva il dottor Amadio rispetto ai due-tre casi segnalati nei primissimi giorni di scuola, stiamo ricevendo segnalazioni continue per sottoporre i piccoli a tampone. Siamo passati così dalle cinque, dieci o anche dodici richieste a pediatra inoltrate ai sanitari Asur, tramite il canale dedicato del Percorso scuola.
Gli ambulatori
«Tutto considerando poi, che sono circa 40 gli ambulatori pediatrici sul territorio. Già con questi numeri, a nostro avviso, il sistema introdotto dall'Area Vasta 1 è in forte difficoltà e rischia di collassare, figuriamoci fra poco più di un mese, quando probabilmente le richieste intercettate dai noi pediatri triplicheranno. Tutto, senza considerare anche l'attivazione dei medici unità speciali Usca, allertate dai pediatri per casi particolari. Unità, che per noi restano fondamentali, se attualmente questi sono i tempi dilati, per essere chiamati a un Drive test o semplicemente avere una risposta. Ad oggi il servizio Usca per i pediatri, effettua in media un intervento al giorno e due tamponi, in tutti quei casi con più sintomi e per bambini anche piccoli, colpiti da febbre alta, che non possono attendere tre giorni o forse di più per l'esito di un tampone, senza una diagnosi certa per la cura. Nel caso dei medici speciali, il tampone viene eseguito in 24-36 ore».
Il nodo certificazioni
Un po' tutti i pediatri da ieri sono alle prese con lo studio della nuova normativa ministeriale per la certificazione di riammissione a scuola dopo assenze anche di due, tre o più giornate. Ecco cosa cambia. Se finora, osservano i pediatri parte della Federazione, la certificazione in caso di tampone positivo, veniva rilasciata dal solo Dipartimento di Igiene e Salute dell'Area Vasta, ora questo nuovo modus operandi ricade sui singoli ambulatori pediatrici.
Cosa cambia
«Finora il singolo pediatra di famiglia rimarca il dottor Amadio certificava l'assenza solo in caso di tampone negativo oppure forniva alla scuola primaria o all'infanzia, la dovuta certificazione per il bambino che pur assente da scuola, non veniva inserito nel percorso Covid. Ora invece cambia tutto, e spetta a noi non solo richiedere ma anche certificare l'avvenuto tampone e l'esito positivo e il percorso medico seguito prima della riammissione. Non ci sottraiamo certo alle responsabilità, ma diventa un problema di gestione certificare l'avvenuta esecuzione dei due tamponi a distanza di 24 ore, se la disponibilità dei punti Drive rimane come ora, scarsa». Altro problema che si spera di risolvere, dopo una serie di comunicazioni scritte intercorse fra pediatri e alcuni istituti scolastici, da Pesaro all'Urbinate, resta l'autocertificazione propria predisposta dalle scuole, che il genitore è tenuto a compilare e sottoscrivere. Modulo di autocertificazione per assenza no Covid inferiori alle tre giornate.
I correttivi
«Dei correttivi sono stati apportati proprio per evitare una disparità di comportamento conclude il pediatra in alcuni moduli per esempio compariva la dicitura : sentito il pediatra. Dicitura, che ho chiesto di modificare ed eliminare per evitare anche di incorrere in casi limite, dove alcuni genitori possono dichiarare qualcosa che non è né corrisponde ai rapporti effettivamente intercorsi fra la famiglia e il proprio pediatra».
Letizia Francesconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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