Nuova Questura, impasse nel trasloco dei negozianti

Domenica 10 Novembre 2019
IL NODO
PESARO Nuova Questura, probabile dietrofront sulla struttura esterna che dovrà ospitare i commercianti trasferiti durante i lavori di riqualificazione. Si stanno valutando ipotesi alternative. Quello che è certo è che rispetto alle prime scadenze del cronoprogramma, si è in ritardo. Sulla carta ci sarebbero già dovuti essere i primi trasferimenti anche se si era chiesta una proroga per salvare il Natale in piazza del Popolo con partenza fissata il 23 novembre.
L'obiettivo
Passo indietro. L'obiettivo è la ristrutturazione del palazzo dell'ex Intendenza di Finanza in via Zongo, edificio che dovrà ospitare la nuova Questura secondo un accordo sottoscritto ormai nel 2016 tra l'agenzia del Demanio e il sindaco Matteo Ricci come Comune. I soldi ci sono, 6,2 milioni di euro messi a disposizione dal Demanio. Denari con cui dovrà essere stabilizzato il palazzo, che si affaccia su piazza del Popolo e confina con la Prefettura, da un punto di vista sismico e adeguati gli spazi per ospitare la sede della Polizia di Stato. Ma per intervenire sarà necessario far spostare la decina di commercianti che si trova al piano terra. La scorsa estate la situazione era emersa in tutta la sua problematica, con gli esercenti pronti alle barricate. Perché l'idea era quella di trasferirli temporaneamente in una struttura di 35 metri per 18 in piazza del Popolo (come da rendering riportato nel grafico sopra). Era stato già presentato il cronoprogramma. Il mese scorso la struttura per i negozianti avrebbe dovuto già essere pronta.
Il cronoprogramma
I lavori sarebbero iniziati contestualmente per essere portati a termine entro il 2021. Con gli esercenti che potevano tornare nelle loro sedi qualche settimana prima, a settembre, coi negozi rinnovati e senza spendere un euro. Tutto al condizionale, perché i tempi sono di fatto ormai superati. Si stava discutendo della posizione della struttura, parallela al palazzo delle Poste. Ma per quelli che si sarebbero affacciati su via Giordano Bruno, il rischio era di avere meno visibilità. I commercianti avevano chiesto che la struttura fosse parallela a via Branca, ma la Sovrintendenza aveva dato lo stop per vincoli legati alla visibilità di Palazzo Ducale. Quindi un nuovo stallo per trovare un'altra soluzione da presentare alla Sovrintendenza. Da qui il silenzio. Da fonti romane interne al Demanio si apprende che la riunione inizialmente prevista a settembre proprio per discutere del posizionamento della struttura temporanea non si è più tenuta. Ma il nuovo passo importante è che si stanno valutando ipotesi alternative, meno impattanti su piazza del Popolo, attraverso l'utilizzo di locali demaniali e di proprietà comunale che si trovano nella stessa via Branca, adatti a ospitare le attività commerciali.
Piano a e piano b
Quindi in questa fase l'obiettivo è trovare locali sfitti a costo zero per l'Amministrazione comunale e Demani, come potrebbero essere la sala San Domenico ora usata per le esposizioni. Ma va considerato anche il fatto che alcuni locali appetibili comue quelli dell'ex farmacia Zongo il Comune li appena messi all'asta (fissata il 3 dicembre) per venderli. Quello che è certo è che basta farsi un giro tra i negozi interessati al trasferimento per sentirsi dire: «Non ci hanno più fatto sapere nulla. Di questi tempi sarebbe dovuto succedere qualcosa, ma per ora c'è silenzio. La soluzione della struttura temporanea è assurda, molto penalizzante. Vedremo cosa succederà». E ancora: «Nessun contatto col Comune su questo tema. Si farà davvero?». Quello che è certo è che questo ritardo ha permesso di lanciare nuovamente e in tutta tranquillità le prossime iniziative di Natale che si distribuiranno anche quest'anno su tutta la piazza.
I tempi previsti
Quanto ai lavori previsti sul palazzo, la prima parte dell'intervento coinvolgerà piano terra e facciate. Le impalcature resteranno per circa un anno, poi i negozianti potranno riavere i loro stabili. In base alla convenzione firmata, tutti i costi per il trasferimento temporaneo e il ritorno definitivo dei negozi sono a carico del Demanio. Compresi arredi e impiantistica. Dopodiché il prospetto sarà finito e si continuerà a lavorare dall'interno sui piani superiori.
Luigi Benelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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