LE REAZIONI
PESARO La versione XL del Green pass che allarga la platea dell'obbligatorietà

Sabato 18 Settembre 2021

LE REAZIONI
PESARO La versione XL del Green pass che allarga la platea dell'obbligatorietà del passaporto vaccinale ai lavoratori del settore privato non trova molti detrattori nel Pesarese. Anzi, gli operatori lo vedono come una garanzia per evitare un'ulteriore paralisi dell'economia. «L'estensione dell'obbligo per accedere nei luoghi di lavoro commenta Moreno Bordoni, il segretario della Cna di Pesaro e Urbino rappresenta una soluzione che non genera distinzioni tra il settore pubblico e privato, potrà incentivare l'aumento della copertura vaccinale e consentire l'allentamento delle restrizioni che condizionano ancora molte attività». Tuttavia, se il decreto tutela il lavoratore nel suo diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e autorizza a metterlo in aspettativa senza retribuzione, non chiarisce cosa succede per gli oneri contributivi. «Riteniamo spiega Bordoni che vadano sospesi. Gli artigiani, le imprese non possono farsene carico per l'intera durata della sospensione di una figura professionale non presente».
Anche per il settore pesarese della Bellezza che raggruppa saloni, parrucchieri, barbieri, centri estetici, l'unico punto debole è chiarire gli oneri contributivi per chi va in aspettativa. Carla Mascitelli, presidente provinciale Pesaro Urbino acconciatura ed estetica ricorda che «nel corso della pandemia le nostre aziende (2500 professionisti, 70 centri estetici, 640 saloni ndr) hanno dimostrato di poter garantire senza problemi la sicurezza alle clienti e al proprio personale. Da subito, sin dalla riapertura, abbiamo applicato le severe direttive di sanificazione e prevenzione richieste dal comitato tecnico. Pertanto, l'obbligo del passaporto vaccinale è solo un'ulteriore cautela. Un altro argomento a favore di politiche contro l'abusivismo, la vera piaga del settore».
Mascherine, guanti, sanificazione e disinfettanti, essendo di norma nell'Hccp delle aziende agroalimentari italiane, «le misure Covid 19 commenta Emanuela Bartolucci di Acqualagna Tartufi non ci hanno cambiato la vita e il Green pass allargato non ce la cambierà. Essendo tutti i miei dipendenti vaccinati, ragiono a livello teorico e come imprenditore dico che il super Green pass ci consente di lavorare con maggiore serenità».
Dopo un 2020 di profondo rosso provocato dalla crisi economica e sociale scaturita dalla pandemia, la chiusura di interi comparti e l'incertezza dei piccoli e dei grandi investitori, l'edilizia considera il passaporto vaccinale esteso come una garanzia per la ripresa. Soprattutto considerando che il 2021, secondo l'Associazione nazionale dei costruttori aderente a Confindustria, è l'anno della ripresa anche per merito dei cantieri legati al Superbonus 110. «Va sottolineato che nell'edilizia entra nel merito Rodolfo Brandi, il presidente della sezione edili di Confindustria Pesaro Urbino il problema del Covid-19 non c'è stato. Il lavoro si svolge molto all'aperto e c'è distanziamento tra i lavoratori. Statisticamente abbiamo avuto meno contagi rispetto ad altri settori. Il Green pass non lo vediamo dunque come una garanzia per tutti i nostri lavoratori, dagli architetti ai muratori, ma come un passaporto verso la tranquillità. Perché oggi avere un positivo in una squadra può bloccare un cantiere in un momento in cui il tempo è prezioso per la scadenza delle autorizzazioni, dove è decisivo nell'acquisto del caro-materiale, e manca la manodopera. Negli anni, il settore attrae di meno e abbiamo difficoltà ad individuare geometri, tecnici ed operai specializzati. Pertanto, un sì deciso all'estensione».
Francesco Ceglia è un consulente tecnico dell'acqua. Si occupa dei sistemi di filtraggio e depurazione. Ieri, ha lavorato nelle scuole di San Lorenzo in Campo che, se prima ai fornitori non doveva chiedere il Green pass, adesso dovrà esigerlo. «Ed è logico commenta Francesco -. Io entro ovunque, nelle case, negli uffici, negli enti. Siamo una comunità, dobbiamo rispettare tutti le stesse linee guida dettate da esperti. Non posso rappresentare un rischio per gli altri e gli altri non possono essere un rischio per me».
Véronique Angeletti
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