L'EPIDEMIA
PESARO L'impennata dei casi Covid positivi piomba su un Ferragosto

Sabato 15 Agosto 2020
L'EPIDEMIA
PESARO L'impennata dei casi Covid positivi piomba su un Ferragosto di ordinanze, divieti e appelli alla responsabilità. Il Gores ha contabilizzato 19 nuovi casi nella provincia, sparsi tra Fano(almeno 12), Pesaro e l'entroterra. Per ritrovare un numero così ragguardevole bisogna tornare indietro di tre mesi, e al lockdown di maggio. I nuovi positivi hanno dei denominatori comuni: età media giovane, molti asintomatici, la maggior parte che si è scoperta tale al rientro dalle vacanze all'estero.
Il papà contagiato dal figlio
Non solo: Marche Nord ha riaperto la rianimazione (non accadeva dal 26 luglio) per un papà fanese di 60 anni contagiato dal figlio tornato dalla Croazia. L'uomo era stato ricoverato agli infettivi per una sospetta polmonite poi la decisione di trasferirlo in terapia intensiva. Rinnovando gli appelli alla prudenza. Esemplare a proposito il post del responsabile del pronto soccorso Umberto Gnudi che usa la metafora del calcio per capire i rischi che si stanno correndo. «Posso azzardare un paragone calcistico? Mi sento come il portiere che ha appena fatto una parata impossibile e salvato il risultato a cinque minuti dal termine della finale e per trenta secondi ha ricevuto le iperboliche congratulazioni da compagni e commentatori. Poi, l'azione dopo, vede tutta la propria squadra nella metà campo avversaria, che perde palla e si ferma a guardare gli avversari che corrono in cinque verso la sua porta: nessuno cerca di recuperare, nessuno corre ad aiutare. Ha parato prima, i suoi compagni danno per scontato che lo faccia ancora, e ancora, e ancora: è il suo lavoro in fondo. Ma nessun portiere è imbattibile».
Post virale
Un post diventato subito virale anche perchè niente come il calcio - vedi anche il recente risultato in Champions di Atalanta -Paris Saint Germain ribaltato da quest'ultima a pochi minuti dalla fine - insegna a dar nulla per scontato. Poche ore dopo lo stesso Gnudi aggiusterà il tiro sempre via social: «Il post, che voleva solo essere una considerazione tra amici, sta avendo una risonanza imprevista e indesiderata. A scanso di equivoci, preciso quanto segue: la squadra è la popolazione intera, il portiere sono gli operatori sanitari, il senso del post è quello letterale, senza dietrologie, allusioni o tantomeno indicazioni elettorali e tiratone di giacca ad amministrazioni passate, presenti o future, chiunque voglia attribuire significati differenti è sicuramente in errore e probabilmente in malafede». Lo stesso appello arriva anche da Michele Tempesta, primario della terapia intensiva. A loro si unisce il dipartimento di prevenzione dell'Area Vasta con il direttore Eugenio Carlotti e la dirigente del distretto sanitario di Pesaro Elisabetta Esposto.
Ferragosto al lavoro
Per loro sarà un Ferragosto di lavoro. Sono stati previsti per oggi i tamponi sugli oltre cento passeggeri del catamarano rientrato dalla Croazia giovedì sera. Saranno eseguiti nella struttura del Codma di Fano dove già nei giorni scorsi era stato riaperto il punto drive test per lo screening alle persone rientrate dalle vacanze in Croazia e a Corfù. Per il direttore di terapia intensiva e rianimazione, Michele Tempesta «ora più che mai serve la prevenzione, anche se siamo a Ferragosto e ci sembra tutto normale. E' evidente come da alcune settimane i contagi siano tornati a salire, dopo quasi venti giorni torniamo ad avere un paziente Covid nel mio reparto. Difficile in questo momento parlare di una evoluzione del virus, ma è evidente che circola ancora e viene anche portato da paesi esteri, mete di vacanza. La nostra attenzione comunque è tutta proiettata alla seconda decade di settembre con la ripresa delle scuole. E' vero che i più giovani continuano poi ad essere serbatoi del virus, ma nelle ultime settimane forse si sta vedendo in modo più marcatoe anche un allentamento dell'attenzione e delle regole anche fra gli adulti».
Le regole
Spiega il primario di Medicina di Marche Nord Gabriele Frausini: «Qualche focolaio ce lo aspettavamo e qualche focolaio è inevitabilmente arrivato, non è certo una sorpresa: importante è circoscriverli. E soprattutto è importante non abbassare la guardia perché il virus continua a circolare tra noi e se circola possiamo essere infettati: ricordiamocelo sempre. Dobbiamo quindi mantenere alte le antenne e fare una sorveglianza attiva. Manteniamo prudenza, rispettiamo le regole igieniche di lavarsi le mani e mettere la mascherina nei luoghi chiusi seguendo quelle regole che vengono giustamente imposte dalle autorità. Evitiamo comportamenti a rischio: evitiamo gli assembramenti dove ci si trova in tanti nello stesso luogo uno addosso all'altro. Solo così bloccheremo una seconda ondata».
Letizia Francesconi
Massimo Foghetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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