«Il project si può superare la Regione stipuli il mutuo»

Domenica 22 Novembre 2020
LA PROTESTA
PESARO Petizione, incontri con Ministero della Sanità e Acquaroli, ordini del giorno nei consigli comunali, quattro mosse per difendere l'ospedale di Muraglia, che «non è unico, ma nuovo, dell'azienda Marche Nord e a servizio di tutta la provincia». E Ricci lancia la controproposta: «Il project? Si può superare, la Regione metta le risorse mancanti con un mutuo».
L'apertura
Ha ripetuto in più occasioni che «la mobilitazione inizia adesso», durante il presidio di ieri pomeriggio davanti alla sede ospedaliera di Muraglia il sindaco di Pesaro. Ma allo stesso tempo si è appellato al neo presidente della Regione Marche Acquaroli, al quale ha chiesto un incontro, «mi auguro che mi riceva al più presto, dobbiamo iniziare a mettere le cose sul tavolo. La campagna elettorale è finita, da oggi non si scherza più, faremo di tutto per la salute dei nostri cittadini». E c'è stato anche un me culpa generale, tra istituzioni locali e regionale, sul passato.
Il mea culpa
«Dovevamo fare prima, abbiamo discusso eccessivamente ha ammesso il primo cittadino di Pesaro - Siamo in grave ritardo, non possiamo perdere ulteriore tempo. Bloccare tutto significa arretrare la nostra sanità per i prossimi 10-20 anni, una struttura moderna e innovativa attrae i medici migliori. I tanti, bravissimi, operatori che sono venuti qui lo hanno fatto anche per questo progetto». Tra i presenti al presidio, sotto il controllo di forze dell'ordine e protezione civile per verificare il rispetto delle distanze e mascherine, consiglieri comunali di maggioranza, i consiglieri regionali Biancani e Vitri, amministratori di altri comuni del territorio.
«L'ospedale nuovo non si fa con i soldi degli ospedali delle aree interne - ha incalzato Ricci - Questa cosa è una buffonata. Abbiamo bisogno di rafforzare la sanità territoriale, questa è la sfida che si è aperta in tutto il Paese visto il momento che stiamo vivendo. Senza questa il servizio pubblico non regge. Abbiamo bisogno che la Regione investa di più a Sassocorvaro, Cagli, Pergola, Urbino, Fossombrone. Ma se un cittadino di Pesaro e Urbino non trova risposte a Marche Nord va a Milano o Bologna. Il nostro territorio non può restare indietro per una battaglia politica. Siamo gente con un profilo istituzionale in grado di trattare e trovare accordi. Ma se qualcuno ha davvero in testa, appena arrivato, di vendicarci perchè qua non sono stati votati come altrove, o penalizzare la provincia di Pesaro-Urbino troveranno le barricate».
Via alla Crociata
Sul project financing ha sottolineato che, «oltre ai 120 milioni di euro pubblici già pronti a partire, coloro che realizzano l'ospedale recuperano la differenza, altri 120 milioni circa, con le risorse della gestione dell'ospedale dei prossimi anni. Se questo project non piace si può cambiare, i soldi ci sono sia per le aree interne che per i nuovi ospedali», prima di chiudere ricordando che martedì sarà al ministero della Salute per un nuovo incontro. Tra gli amministratori pubblici locali, sono intervenuti l'assessore alla Sanità di Fano Dimitri Tinti, «un ospedale di eccellenza di secondo livello, moderno, efficiente, serve. I presidi di Fano e Pesaro hanno già fatto un percorso di integrazione in questi anni. Percorso che oggi non può rimanere in un guado». Palmiro Ucchielli, sindaco di Vallefoglia, ha sottolineato che «quando si è in una fase così drammatica in cui siamo costretti a rinunciare quasi a tutto, c'è bisogno di coesione istituzionale e politica, al di là delle appartenenze: se una cosa serve al territorio si fa, perché serve a tutti». Ucchielli ha concluso con un «accorato appello istituzionale: ripensateci è meglio per tutti, anche per la giunta regionale».
Le contestazioni
Giuseppe Paolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, ha parlato in veste di «sindaco di Isola del Piano, di un'area interna. Sapere che c'è un ospedale a Pesaro nuovo che funziona a me fa star tranquillo». Tra il pubblico anche qualche voce contraria, uno dei quali presente anche con un cartello, che ha espresso più giudizi politici che cotestazioni nel merito. La manifestazione si è sciolta circa un'ora dopo l'inizio come era nei progetti degli organizzatori.
Thomas Delbianco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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