Il Ministero detta i tempi per il piano del San Benedetto

Giovedì 23 Settembre 2021

LA RIQUALIFICAZIONE
PESARO Per il complesso del San Benedetto serve il progetto esecutivo entro maggio 2022, questi sono i tempi dettati dal Ministero per beneficiare delle risorse nazionali assegnate dal bando PinQua programma innovativo sulla qualità dell'abitare e la trasformazione urbana, che il Comune di Pesaro si è aggiudicato con tre progetti da 15 milioni ciascuno. Inizia ora la corsa per rendere operativi non solo il piano che interessa l'ex ospedale psichiatrico, ma anche l'intervento previsto su via Mazza e via Castelfidardo e quello che riguarda le periferie. Per Daniele Vimini ed Enzo Belloni assessori a Cultura e Operatività, lo sblocco della prima tranche dei finanziamenti reso noto pochi giorni fa, consente alla città di giocare d'anticipo rispetto alle scelte e alle strategie di Regione e Asur Marche per la riqualificazione del San Benedetto interessato a un accordo a tre proprio per lo spacchettamento progettuale.
La trasformazione
Progettazione e trasformazione di una parte dell'immobile: queste le priorità. Gli interventi: nell'ultima variazione al piano delle opere sono state inserite le prime risorse nazionali comprese nel bando PinQua del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibile per 4 milioni di euro e per i primi due anni, da ripartire fra San Benedetto e interventi di riqualificazione urbana del centro storico. «Nel dettaglio il finanziamento consente di sbloccare una porzione dell'immobile di competenza della nostra Amministrazione e progettare altri interventi di recupero» così annuncia l'assessore con delega alla Cultura, Vimini. La trasformazione: una road map a step, con la prima tranche di risorse statali per dare quella spinta in più e farsi trovare pronti alla presentazione del progetto esecutivo per la prossima-primavera-estate, e non perdere questa opportunità. A tutta quella fase propedeutica durata oltre un anno, che ha portato il Comune a partecipare al bando per l'abitare, ha lavorato un pool di tecnici interni all'Amministrazione coordinati dal servizio Nuove Opere, diretto da Eros Giraldi e con la supervisione e la consulenza esterna di professionisti del calibro dell'architetto Marco Tamino. Ora, con le risorse stanziate dal Governo centrale, sarà possibile trasformare i primi 5 mila e 700 metri quadri del maxi complesso dell'ex manicomio, che corrispondono a quell'ampia porzione che corre alle spalle della Statale, lato terminale di Corso XI Settembre-via del Governatore oltre allo spazio dell'ex Lavanderia che la nostra Amministrazione, secondo gli accordi già stretti con la Regione, dovrà acquisire da Asur Marche. Residenze e servizi: nel primo blocco di quasi 6 mila metri quadri, è prevista la trasformazione in residenze sociali e spazi a supporto di piccole attività artigianali, co-working o startup innovative. Il progetto pensato dal Comune e avvallato dal Ministero vede la nascita di 38 appartamenti che potranno o essere affittati o assegnati a canone calmierato. Per fare questo però dovrà si dovrà cercare l'appoggio di Erap Marche per elaborare un piano della residenzialità sociali, che guardi ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze di singoli soggetti o famiglie. Nel progetto pensato, la residenzialità non dovrà essere una replica dell'intervento di via Mazza. Per intenderci no edilizia popolare, ma appartamenti a prezzi contenuti da destinare a giovani coppie, studenti o soggetti che rientrano in quella che viene definita fascia grigia con redditi medio-bassi.
Le idee in campo
Negli spazi rimanenti l'idea che piace anche all'assessore Vimini, vede la creazione di altri spazi da assegnare, e che potranno ospitare piccoli laboratori d'arte o artigianali per riportare in centro storico giovani con passioni e professionalità della vecchia Pesaro, e dove prima magari c'erano i nonni ora potranno inserirsi le giovani generazioni, ed ancora spazi rivolti a giovani imprenditori per startup innovative e altre attività di associate di co-working. Infine circa 700 metri quadri rimarranno ad Asur Marche, che dovrà far confluire nel polo uffici o ambulatori di alcuni dei servizi sanitari oggi sparsi per la città.
Letizia Francesconi
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