«Feste da salvare ma clienti a rischio discriminazione»

Venerdì 26 Novembre 2021
LE REGOLE
PESARO Passa apparentemente senza colpo ferire nel settore della ristorazione e dell'ospitalità il Super Green pass in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaio. Per ragioni di opportunità economiche, ristoratori ed albergatori ancora pagano le conseguenze del lockdown e temono un ritorno alle chiusure e all'asporto del disastroso Natale 2020. Ma non significa necessariamente che lo applichino senza mal di pancia: discriminare i clienti e dividere le comitive non piace a nessuno. «Anzi, dividere le famiglie e i gruppi di amici» corregge Mario Di Remigio. Come rappresentante dei ristoratori nella Confcommercio conferma che «il certificato rafforzato dà almeno la garanzia a tutti che si lavorerà soprattutto a dicembre, un mese importante per la ristorazione» ma come proprietario di Polo Pasta & Pizza a Pesaro non può esimersi dal far notare che «porrà problemi ai gruppi dei più giovani e alle famiglie».
Le fasce d'età
Ricorda che nella fascia tra i 12 e i 18 anni, ci sono molti ragazzi non vaccinati per ragioni personali, per timori, perché non ne sentivano la necessità e che per l'occasione, al momento del bisogno del passaporto vaccinale, ricorrevano ai tamponi. «Ragazzi che non potranno andare al ristorante, il che influenzerà le decisioni di uscire dei gruppi e anche delle famiglie». Dinamiche che non investono gli albergatori. «L'anno scorso, nonostante le restrizioni, abbiamo lavorato discretamente tutto il mese di dicembre» spiega il conte Nani Marcucci Pinoli. Proprietario di 3 alberghi a Pesaro e di 3 alberghi ad Urbino, operativi tutto l'anno, confessa che pur di dare la cassa integrazione a tutti i suoi 200 dipendenti ha dovuto per la prima volta nella sua vita indebitarsi a maggio. «Comunque incalza - nessuno ha la ricetta o la verità in tasca e di questi tempi criticare è davvero facile ma partiamo da una certezza: un lockdown generalizzato paralizzerebbe tutti e questa volta provocherebbe tanti fallimenti. Se il Super Green pass sia la soluzione non lo so, noi come albergatori dovremo chiedere il Green pass basico ma applicarlo in ogni caso mi consentirà di affrontare con più serenità i prossimi mesi in cui, di nuovo, lavoreremo con i last minute. La gente in questo clima prenota all'ultimo momento, per paura di perdere gli anticipi o di sentirsi legato ad un voucher sostitutivo».
I distinguo
Alla Lanterna a Fano, la famiglia Cerioni prende atto della certificazione rafforzata. «La legge va assolutamente applicata osserva Flavio ma prevedo già che non sarà facile per noi ristoratori». Qui è una questione di agenda. La sua è fitta di prenotazioni e ciò fino al 24 dicembre che, per tradizione, è l'ultimo giorno di lavoro del suo ristorante. «Ospitiamo cene sociali, comitive, auguri tra amici e penso che arriveranno dei cambiamenti nei numeri dei gruppi perché sicuramente ci saranno persone che, al momento della prenotazione, avevano un passaporto vaccinale con i tamponi che oggi non vale all'interno». Sul cambio della norma non si pronuncia, ma confessa che «prima avevo iniziato a capire come funzionavano i contagi, adesso ho perso davvero il filo del ragionamento. Non riesco a comprendere perché uno che mi presenta un tampone fatto entro le 48 ore possa diventare più pericoloso di uno vaccinato». Anche per Samuele Colocci dell'Osteria Da Silvana a Carpegna, non è facile capire la differenzara chi ha un tampone e chi è vaccinato. «Ma lo applicheremo anche se già conosco clienti affezionati che non potremo più ricevere». Cita una coppia di anziani, lui vaccinato, lei che ha paura di farlo e che spesso vengono nel suo ristorante. «Green pass o Super Green pass, a questo punto, lo Stato dovrebbe prendersi la responsabilità di mettere l'obbligatorietà del vaccino» interviene Lorenzo Vedovi, il portavoce dell'Associazione RistorItalia.
La fiducia
«Se ne parla da diversi mesi, abbiamo lasciato che il Governo gestisse il tutto ma non ha preso la decisione per non fare scaturire infinite polemiche. È legittimo protestare, lo abbiamo fatto per i ristori, i sostegni ma a questo punto protestare contro i vaccini è assurdo. Lo si vede da quello che sta succedendo negli altri Paesi. E poi dobbiamo avere fiducia negli esperti, nella scienza. È stato dimostrato che se si ammala un vaccinato non rischia la vita».
Véronique Angeletti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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