Espropri per l'A14, accolti due ricorsi pesaresi

Sabato 4 Luglio 2020
IL CONTENZIOSO
PESARO Espropri dei terreni per la terza corsia, due ricorrenti vincono la battaglia contro Società Autostrade che, ora, dovrà pagare indennità ben più alte rispetto a quanto aveva proposto. Negli ultimi mesi l'Unione nazionale tutela espropriati, tutelata dall'avvocato Corrado Brancati, ha denunciato il fatto che i proprietari delle aree da espropriare per realizzare la bretella di Muraglia, si sono visti arrivare a casa un indennizzo di 8 euro al metro quadro, per terreni che hanno indici edificabili con valori ben superiori, fino a 2-300 euro. E ha puntato il dito sulla convenzione che il Comune di Pesaro ha firmato con Società Autostrade, nella quale si impegnava a rendere agricoli tutti i terreni oggetto di esproprio.
Quella delle aree collegate all'interquartieri di Muraglia, il cui cantiere oltretutto è bloccato dal contenzioso tra Governo e Società Autostrade, è solo l'ultima delle battaglie portate avanti da Brancati e dalla sua associazione in favore degli espropriati. E propri ieri l'Unione nazionale tutela espropriati, ha comunicato che la Cassazione recentemente ha accolto 2 ricorsi presentati da proprietari di beni nel Comune di Pesaro relativi agli espropri per la realizzazione della terza corsia dell'Autostrada A14, condannando Autostrade per l'Italia al pagamento di indennità di esproprio assai importanti. «La vicenda trae origine nel 2008 dagli espropri per la terza corsia dell'A14 racconta l'avvocato Brancati - I terreni interessati erano edificabili secondo quanto indicato dal Piano regolatore del Comune di Pesaro. Essendo tuttavia confinanti con l'Autostrada A 14 rientravano ovviamente all'interno della fascia di rispetto stradale. In ragione di ciò Autostrade aveva proposto un pagamento ad un valore meramente agricolo».
La battaglia legale
«Abbiamo quindi fatto ricorso in Corte di Appello di Ancona. La corte anconetana, tuttavia, aveva riconosciuto solo parzialmente le nostre ragioni e per tale motivo abbiamo fatto ricorso in Corte di Cassazione. Ora la Suprema Corte, finalmente, riconosce il giusto diritto dei proprietari ad essere risarciti per la perdita economica subita a causa dell'esproprio ed i beni espropriati potranno essere pagati secondo il loro reale valore di mercato».
La differenza non è certo poca cosa. «Autostrade originariamente aveva offerto 3.800 euro in un caso e 52.000 euro nell'altro. Ora, pur se l'esatta determinazione dovrà essere effettuata dalla Corte di Appello di Ancona - continua Brancati - indicativamente si parlerà di valori di 150.000 euro in un caso e di circa 450-500.000 euro nell'altro. Una battaglia assai importante quella svolta in questi anni, non solo ovviamente per i proprietari, ma anche perché queste sentenze della Corte di Cassazione potranno ora fungere da precedente nei tanti contenziosi che l'associazione segue per i proprietari espropriati in tutta Italia».
tho del.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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