Dal ristorante alla tavola il cibo arriva in bicicletta

Venerdì 13 Settembre 2019
LA PIATTAFORMA
PESARO Pronto ad approdare in città un nuovo servizio nel settore del food e della ristorazione in genere. Da oggi anche a Pesaro c'è Deliveroo, la piattaforma on line per la consegna di piatti pronti e food, dal ristorante direttamente a casa propria. Buona la prima, anche se i ristoratori pesaresi, dovranno capire, come e in che misura aderire.
La sperimentazione
Soddisfatte per ora le associazioni di categoria. Marco Arzeni, responsabile ristoratori Confcommercio, guarda al nuovo servizio con interesse. Prima è approdato in Europa, poi negli ultimi anni è arrivato anche nelle principali città italiane, e ora punta alla conquista delle realtà turistiche più piccole. La sperimentazione in questa fascia di città coinvolge al momento 9 realtà tra le quali, appunto, Pesaro. Dalla sede operativa di Milano, coordinata da Matteo Sarzana, direttore generale di Deliveroo Italia, ecco le prime informazioni sul servizio che è partito in città. In sintesi questo sarà il suo funzionamento: dovrà costituirsi una rete di catene o singoli ristoranti della città che scelgono di ottimizzare e ampliare i servizi al cliente con le consegne a domicilio. Tutto avviene attraverso una piattaforma web dove la società Deliveroo seleziona e mette a disposizione gli operatori dedicati al servizio, che gireranno per la città. Sono i cosiddetti rider (ovvero ciclisti in inglese), tutti comunque provenienti dal nostro territorio.
La flottiglia
Si parte da oggi con i primi 10 operatori rider selezionati per le consegne a Pesaro. Saranno facilmente riconoscibili dalla divisa e dal logo Deliveroo, e gireranno in scooter o in bicicletta elettrica muniti di tutti gli accessori per le consegne. Il nuovo servizio non è solo rivolto ai clienti e legato alla ristorazione ma rappresenta anche un'opportunità di lavoro in più per chi lo cerca e se la sperimentazione funziona, i numeri degli addetti alle consegne potrebbero aumentare. L'iscrizione per diventare rider avviene tramite la piattaforma con l'indicazione della città di riferimento e la residenza. Per il momento si propongono alla piattaforma giovani per lo più tra i 27 e i 30 anni, un target insomma capace di lavorare in rete con ristoranti e le catene di fastfood potendo contare su orari flessibili e su un compenso che offre la società di 11 euro all'ora.
«Nelle ultime settimane e sono tutt'ora in corso entra nel merito il direttore della sede di Milano, Sarzana la società sta prendendo contatti con i ristoranti che sceglieranno di aderire. Occorre informare e sensibilizzare i ristoratori e l'obiettivo di Deliveroo è arrivare a fare rete associando entro la fine di settembre a Pesaro una decina di ristoranti. Nella rete anche McDonald's e altri food come Burger King o American Graffiti , che si potranno avvalere dei rider per le consegne a domicilio».
I ristoratori
«Ad oggi non abbiamo avuto contatti formali con la sede operativa centrale ci spiega il presidente dell'Associazione ristoratori Confcommercio, Mario Di Remigio se guardiamo al servizio Deliveroo e al suo funzionamento in altre grandi città, si osserva un certo appeal e una crescita soprattutto fra le giovani generazioni. Credo che la società sia ancora nella fase di rodaggio, e per ora solo le catene di food hanno aderito, ma ci aspettiamo nelle prossime settimane di essere contattati come associazione o singoli operatori. Il servizio può essere sì un'opportunità verso utenti e clienti, ma il gestore dell'attività aderente, deve comunque versare una certa percentuale, intorno al 10 per cento alla società di riferimento, in questo caso a Deliveroo, sulla base dell'ammontare delle consegne. Tradotto, significa che per il ristoratore il servizio non rappresenta una fonte di redditività o guadagno, ma un'integrazione alla sua attività che serve comunque per coprire i costi di gestione dell'attività stessa».
Se piccolo è bello
Se il servizio nelle grandi città ha dato risposte anche ai ristoratori che proprio grazie alla possibilità di consegnare alimenti a domicilio ha ampliato il parterre dei clienti, il periodo di prova servirà anche per capire se il circolo virtuoso si afferma anche in contesti dove i numeri sono decisamente inferiori sia in fatto di operatori che di clienti.
Letizia Francesconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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