Amianto, killer silenzioso «Decine di morti a Pesaro»

Venerdì 17 Gennaio 2020
L'OSSERVATORIO
PESARO L'amianto è un killer silenzioso. Le sue fibre hanno una violenza trasversale: non guardano in faccia nessuno e, dopo una incubazione decennale, uccidono. Come accaduto a Pietro Sacchi e Leandro Pozzoli, colleghi tecnici alla manutenzione dell'ospedale San Salvatore dalla fine degli anni 70, morti a pochi mesi di distanza nel 2019 rispettivamente a 72 e 69 anni. O come nel caso di un parrucchiere di piazza Redi, di una maestra pesarese, di due idraulici (una della zona di Vallefoglia), di altri due impiegati in ufficio della ex Montecatini, di un falegname e anche un macellaio. Tutti del Pesarese, tutti morti. Ma non per aver lavorato direttamente l'amianto ma per essere stati esposti in luoghi in cui era presente l'amianto o arrivavano le sue fibre.
Un necrologio di mestieri diversi
E' un lungo doloroso necrologio di mestieri insospettabili quello che il Comitato Ona di Pesaro, nato lo scorso luglio dal dolore e dalla rabbia che solo la prematura e rapida scomparsa di un proprio caro tra atroci sofferenze può provocare, ha documentato in pochi mesi. L'elenco di chi ha combattuto contro il mesotelioma è lungo ma c'è chi, dopo la perdita di un genitore o parente, comprensibilmente, non vuole parlarne. «Queste professioni non hanno apparenti punti di contatto, tranne uno: l'amianto - spiega Elisabetta Sacchi, figlia di Pietro Sacchi, una delle fondatrici dell'Osservatorio Nazionale Amianto di Pesaro -. Nessuna di queste persone lavorava direttamente amianto o a stretto contatto con l'amianto ma nel luogo di lavoro, come abbiamo ricostruito, c'era la presenza amianto magari nelle coperture o nei cornicioni. E questo è bastato per farle morire. Noi vogliamo un futuro senza amianto, la salute va tutelata».
Una battaglia partita da dolore
«La nostra battaglia parte da qui: informare senza fare allarmismo i pesaresi - rimarca Elisabetta Sacchi, ospite della redazione del Corriere Adriatico - raccogliere testimonianze e segnalare la presenza di amianto a Comune e Provincia». Sono già 4 i siti sensibili a rischio individuati dal comitato e segnalati ad Asur: uno si trova lungo una pista ciclabile (ma lo stabile è in mano a un curatore fallimentare: il Comune ci sta lavorando), il secondo nei pressi di un parco, il terzo davanti a una scuola e il quarto in una struttura in una zona molto frequentata. Grazie al loro impegno nei giorni scorsi c'è stato il primo intervento di bonifica del Comune, dopo il cattivo stato confermato da Asur, concretizzato con la rimozione di una tettoia in Eternit in via Mercadante, di fronte alla Diba di Villa San Martino. Il comitato Ona di Pesaro si è costituito ufficialmente lo scorso 6 dicembre dopo alcuni incontri che si sono succeduti a partire da settembre. «A metà settembre abbiamo contattato il Comune di Pesaro, incontrato l'assessore Morotti e il consigliere regionale Biancani, esponendo il problema e chiedendo la possibilità di aprire uno sportello informativo dedicato, una volta al mese, in Comune. Per noi, questo, è puro volontariato».
Asur collaborerà con il servizio Spsal
Al progetto, presentato lo 17 ottobre, il Comune pur sensibile al problema non ha aderito. L'ok è arrivato da Asur. Informazione, formazione e prevenzione: a breve si svolgeranno i primi incontri aperti al pubblico coinvolgendo anche i consiglieri di quartiere. «Siamo in contatto con altri comitati e con quello nazionale che ha sede a Latina - spiega Elisabetta Sacchi - Alcuni di questi sono nati 3-4 anni fa e solo oggi ottengono i primi risultati. Asur ha condiviso i nostri obiettivi: con il servizio Spsal si è reso disponibile ad approfondire le tematiche e i problemi che verranno segnalati al nostro sportello».
Gianluca Murgia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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