Offese e minacce al questore centro invaso da nuove scritte

Lunedì 23 Dicembre 2019
IL CASO
MACERATA Il centro storico invaso da scritte contro il questore Antonio Pignataro. Una decina quelle finite all'attenzione della Digos, al lavoro per risalire ai responsabili. Ancora minacce e offese nei confronti del capo della polizia maceratese, in prima linea nella lotta allo sballo, e già in passato bersaglio di anonimi writers. Ma mai si era verificato un raid di simili proporzioni. Le prime scritte, di colore rosso, sono state scoperte nel pomeriggio di sabato. Le altre, di colore verde e nero, ieri mattina (con ogni probabilità realizzate la notte precedente). Imbrattato anche il palazzo della Camera di commercio.
La reazione
«Nessun tipo di minaccia - afferma il questore - potrà mai ostacolare il mio impegno contro lo spaccio e ogni forma di illegalità. Non farò neanche mezzo passo indietro: io vado dritto per la mia strada. Anzi, certe reazioni rappresentano un messaggio eloquente e testimoniano la bontà del lavoro fatto finora. Queste scritte sono un ulteriore stimolo a intensificare gli sforzi per salvare i ragazzi dalla piaga della droga ed evitare tante tribolazioni alle loro famiglie». Pignataro è stato fortemente impegnato anche nel contrasto alla cannabis light, con numerosi provvedimenti di chiusura temporanea che hanno interessato negozi della provincia che vendono questi prodotti. «L'audace procuratore Giovanni Giorgio - prosegue il questore - per me è stato una guida, un simbolo di sicurezza, preparazione e competenza giuridica. La Cassazione ha condiviso la nostra preoccupazione, idem il Consiglio superiore della sanità, e ora anche il governo con il ritiro dell'emendamento riguardane la vendita della cannabis light. Siamo preoccupati per il fenomeno della tossicodipendenza giovanile e non è un mistero che tutto inizia sempre con la marijuana. Come dice il capo della polizia di Stato, Franco Gabrielli, il peggior male dei nostri tempi è l'indifferenza e io non farò altro che continuare a lavorare con disciplina e onore». Per quanto riguarda le scritte in centro contro il questore, gli autori (o l'autore) hanno scelto - non a caso - zone sprovviste di telecamere di videosorveglianza.
«Gli accertamenti sono in corso e nel merito non posso rilasciare dichiarazioni - evidenzia Pignataro -, la speranza è che a breve i responsabili possano essere individuati». Inoltre la scritta Universitari sovversivi è comparsa su un palazzo del 500 in via Armaroli, sempre nel centro storico di Macerata. Questa volta non è rivolta a Pignataro, anche se è stata realizzata con un bomboletta spray di colore nero (stesso colore di alcune scritte contro il questore). Tra l'altro il restauro del palazzo era terminato lo scorso anno e grande è stata l'amarezza da parte dei proprietari, che hanno immediatamente denunciato l'accaduto ai carabinieri. Anche in questo caso le indagini sono in corso.
Daniel Fermanelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA