«Lasciamo una città migliorata siamo un punto di riferimento»

Martedì 4 Agosto 2020
IL REPORT
MACERATA Una ventina di minuti di ritardo sull'orario indicato e il sindaco Romano Carancini apre il monologo sul bilancio di fine mandato 2010-2020, che è anche una pubblicazione di 287 pagine, operanzioncina tecnica costata 40mila euro e già al centro di infinite polemiche. Ma la giornata è propizia per il sindaco per indicare ai posteri la rotta che lui ha tracciato e che - se l'elettorato è d'accordo - il delfino Narciso Ricotta (forse) seguirà.
Il bilancio
Ovviamente non va tutto bene, va tutto benissimo. Dallo Sferisterio, risollevato dalle ceneri finanziarie come sottolinea il primo cittadino, alle infrastrutture (nuovo ospedale e via Mattei-La Pieve) passando per lo sport e i servizi sociali. Carancini ha anche osservato che «Macerata è riconosciuta come punto di riferimento del territorio». «Certo - ha aggiunto -non sono più gli anni Ottanta quanto il capoluogo di provincia non aveva alcun tipo di concorrenza ed era attrattivo per tutti, oggi le cose sono cambiate ma Macerata è un riferimento». Scritto di cosa non si è parlato mai (le leggendarie piscine e Unimc), Carancini si è soffermato poi, con un taglio tra il filosofico e l'educatore, sulle cose fatte. «Mi hanno accusato di prendere le decisioni da solo, niente di più falso: le decisioni sono state prese tutte insieme, salvo quelle per le quali era necessario decidere subito ed allora me ne sono preso tutte le responsabilità» ha assicurato il sindaco Romano Carancini davanti alla giunta schierata al gran completo.
La strada
La giunta ha condiviso, con lo sguardo visto che nessuno ha parlato, quanto esposto dal primo cittadino. «Per misurare la strada fatta e fare un bilancio dei risultati ottenuti - ha detto il sindaco  Romano Carancini - dobbiamo partire dal 2010 e confrontare ciò che c'era prima e ciò che invece esiste oggi.  Lasciamo una città profondamente trasformata, migliorata, se analizziamo i dati economici, sociali e culturali. Abbiamo costruito un patrimonio sulla base della parola partecipazione che per noi è stato il filo conduttore, l'elemento di forza che ci ha guidato in tutte le principali  decisioni assunte. Una partecipazione intesa come valore capace di raccogliere le voci, le differenze, le idee, i contributi provenienti dai cittadini e affidati poi all'azione politica di chi amministra. Comincia una nuova storia è stato il punto di partenza in forza del quale nel 2010 ho chiesto la fiducia dei cittadini maceratesi per ricostruire, da Sindaco, con un programma di rinnovamento, una Città in quel momento debole. Ora è il tempo del racconto. È il compito che restituiamo a Macerata dopo il tempo delle responsabilità affidate. Una fotografia fedele mentre la Città continua a correre verso nuovi obiettivi. Ci sono ricostruite le risposte alla visione di cambiamento, il come la diversità della comunità si è manifestata, i progetti che abbiamo portato a termine nel rispetto degli impegni assunti ad inizio di ogni mandato e quelli realizzati e dettati dall'emergenza. C'è il noi di un'esperienza umana travolgente, appassionata, talvolta difficile ma unica ed indimenticabile che, almeno per me, mi accompagnerà in ogni giorno del mio futuro prossimo e remoto».
La trasmissione
Difficile riuscire a trasmettere il senso di gratitudine «che sento forte, intenso nei riguardi di tutte le persone con le quali abbiamo costruito dieci anni di vita della città: i cittadini tutti, gli organi di stampa, le istituzioni tra cui i consiglieri comunali, le forze politiche che mi hanno sostenuto in questi anni nelle scelte, i nostri dipendenti pubblici, stabili e non stabilizzati, tutti i dirigenti che in questi anni si sono impegnati al massimo pur di realizzare gli obiettivi amministrativi che hanno dimostrato lealtà e professionalità verso l'Istituzione. Infine il pensiero a tutti i miei assessori determinanti nella costruzione corale della nuova storia e decisivi nei momenti drammatici di questi anni. A loro mi stringo in un abbraccio sincero che spero mai si scioglierà. A tutti grazie».
Luca Patrassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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