L'ECONOMIA
MACERATA Sblocco dei licenziamenti, scadenze fiscali prorogate, moratorie,

Lunedì 8 Marzo 2021
L'ECONOMIA
MACERATA Sblocco dei licenziamenti, scadenze fiscali prorogate, moratorie, il percorso ad ostacoli delle imprese artigiane rischia di essere una via crucis che può portare molte attività a chiudere. Con ristori e soprattutto vaccinazione che pare essere l'unica strada che può far uscire il Paese dalla crisi sanitaria ed economica in cui si dibatte. «La situazione è preoccupante ci dice Giorgio Menichelli, segretario di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli, Fermo- non tanto nell'immediato per la restituzione dei prestiti presi nel 2020 dalle imprese, la maggior parte delle quali sfrutterà i 24 mesi per la restituzione, quindi sposterà questa incombenza al 2022 che comunque non è poi lontanissimo. Molte aziende hanno preso precauzionalmente questi fondi per fare una sorta di scorta di liquidità, se non hanno avuto contraccolpi potranno restituire le rate dovute, altri che li hanno invece usati e che sono in crisi avranno problemi a restituirli».
La situazione
«La situazione complessiva vede tanti comparti in affanno per la situazione che si sta vivendo tra chiusure in zona rossa e riaperture. Sulle scadenze fiscali dico subito che la proposta dell'anno bianco sarebbe la soluzione ideale: l'alternativa è quella di spostare le scadenze fiscali e contributive come accaduto adesso per aprile. Però le tasse fisse corrono, l'anno bianco darebbe chiarezza, ma non so quanto sia sostenibile da parte dello Stato». Sullo sfondo c'è sempre il tema dei ristori che in una parte sono già arrivati ma la cui trance a saldo deve ancora essere liquidata alle imprese. «Il decreto Natale, il ristori quattro in gran parte è arrivato sottolinea Menichelli- alle imprese. Stiamo aspettando il decreto a saldo: secondo noi non va bene dare ristori confrontando aprile 2019 con aprile 2020 che non può essere di riferimento per tutte le categorie. Il periodo deve essere più ampio e comprendere tutto il 2020 o almeno un semestre, visto che la pandemia ha attraversato tutto l'anno. Va bene la quantificazione del 33% del calo del fatturato con ampliamento a tutti i codici Ateco anche di quelle aziende che pur restando aperte hanno avuto un crollo dell'attività». «L'ulteriore preoccupazione è legata allo sblocco dei licenziamenti di giugno: qui la posizione di Confartigianato è prudente. Se non ci sono strumenti di politiche attive del lavoro, di tutela dei lavoratori rischiamo di sprofondare in una crisi sociale che il Paese non può permettersi. Mantenere il blocco dei licenziamenti su imprese che hanno difficoltà legate a Dpcm o settori che non riescono a ripartire è doveroso».
I vaccini
L'altro fronte su cui, assieme a Confartigianato, chiede di accelerare anche la Cna di Macerata è la campagna vaccinale che sta andando col freno a mano tirato. «Con la zona rossa le imprese chiudono e le difficoltà si aggravano per settori come ristorazione e commercio afferma Luciano Ramadori, segretario provinciale della Cna- costretti alle chiusure. Più che sul rinvio delle scadenze fiscali io porrei l'accento sul piano vaccinazioni. Noi abbiamo accolto bene l'ipotesi lanciata dalla Regione Marche di coinvolgere le categorie produttive artigiane, le stesse nostre associazioni, come punti dove poter inoculare il vaccino anti covid. Noi siamo disponibili anche perché riteniamo che questa sia l'unica strada per affrontare questa drammatica situazione e poter rianimare l'economia che è in grande affanno. Si al blocco dei licenziamenti, l'arrivo delle provvidenze cig per gli artigiani avranno ricadute positive ma momentanee: serve agire in profondità sulle vaccinazioni per contrastare la pandemia e rilanciare l'economia. Anche gli investimenti non ripartiranno fino a quando si vive in questo limbo, con periodi di apertura alternati a chiusure. Chiudere per una o due settimane, accompagnate da una vaccinazione a tappeto, può dare la svolta al futuro sanitario e produttivo del territorio».
Mauro Giustozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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