L'ECONOMIA
MACERATA Saracinesche abbassate per negozi di abbigliamento e di calzature,

Sabato 6 Marzo 2021
L'ECONOMIA
MACERATA Saracinesche abbassate per negozi di abbigliamento e di calzature, chiusi anche i centri estetici e le parrucchiere. La provincia in rosso preoccupa gli addetti ai lavori, i negozianti in particolare sono disperati. «Ci stanno massacrando così». Esasperazione è lo stato d'animo più diffuso tra i proprietari dei negozi in centro, da Civitanova a Macerata, già alle prese con le chiusure di Natale e la crisi economica che non permette a tanti di fare gli acquisti che vorrebbero. Ma non va meglio per i centri estetici, c'è chi pensa di chiudere. La notizia della provincia di Macerata blindata in zona rossa per una settimana è arrivata, l'altra sera, come una doccia fredda per queste categorie.
La disperazione
«Siamo nel baratro, ci avessero almeno lasciato la giornata di sabato ha detto Debora Pennesi, presidente dell'associazione Centriamo, che riunisce commercianti e titolari di esercizi pubblici di Civitanova Siamo disperati. Bene o male, chi più chi meno, con l'arancione si lavoricchiava. Certo non erano gli incassi degli anni scorsi, ma almeno si sopravviveva. In negozio abbiamo già le nuove collezioni che sono arrivate. Almeno un sabato potevano lasciarcelo. Ma tocca stare zitti e rispettare le decisioni che arrivano dall'alto. Dopo un anno siamo punto e a capo. Io cerco sempre di essere ottimista ma ieri (l'altro ieri per chi legge, ndr) la gente era depressa. Questa volta è ancora peggio dell'anno scorso». Stessa situazione per i negozianti del centro di Macerata. «La salute viene prima di tutto, è sopra ogni cosa ma così ci stanno massacrando, vogliono veramente farci chiudere ha detto Franca Ercoli, portavoce dei commercianti del centro di Macerata e proprietaria di uno storico negozio di abbigliamento Questa sarà la seconda Pasqua chiusi così, i saldi ancora devono finire e ancora ci rubano giorni. Natale è andato come è andato, non abbiamo visto una lira. E i ristori? Tutti promettono, ma nessuno fa nulla. Ci stanno massacrando, ci vogliono finiti. Chiudere sempre noi piccoli negozi non ha senso. Nel mio locale entrano al massimo due persone, i nostri negozi del centro sono i più controllati, i più sanificati. Qui più di una persona alla volta non entra. Noi cerchiamo di vendere online, ci stiamo organizzando ma è impossibile. Non possiamo affrontare un'altra Pasqua in questo modo. La gente è davvero impaurita».
La decisione
«Che cosa dobbiamo fare purtroppo? Non troviamo giusta questa decisione ma non ci sono scelte a questo punto ha detto Loretta Genangeli, proprietaria della parrucchieria di via Zincone Manlio, a Macerata, e rappresentante Cna della categoria Nei nostri ambienti di lavoro nessuno si è mai contagiato. Abbiamo sempre operato in sicurezza, nel rispetto delle regole. Qui nel mio salone, che è grande, non ci sono mai stati problemi di distanziamento. Certe accortezze le abbiamo sempre avuto. È un peccato perché ora si stava lavoricchiando abbastanza bene. Per la festa della donna avevamo organizzato di restare aperti, come una sorta di omaggio. Ovviamente, nel rispetto delle regole, come sempre. Ma nulla da fare, si chiude. Sarà una settimana senza incassi. A gennaio c'era già stato un calo, febbraio sembrava essere in leggera ripresa. Le clienti sono preoccupate, speriamo almeno di tornare in zona arancione per poter accontentare chi risiede nel Comune. Ma, comunque, ricadute a livello economico ce ne saranno. Se resti chiuso non ti paga nessuno, e ho molti dubbi sui ristori per la nostra categoria». «Era davvero necessario? - si chiede Rosetta Buldorini, presidente provinciale dei centri estetici di Confartigianato Il sacrificio lo facciamo per il bene della comunità, per una responsabilità civile. Ma cosa è cambiato rispetto all'anno scorso? Noi restiamo chiusi, non incassiamo e mettiamo i dipendenti in cassa integrazione. La situazione è tragica, c'è gente che vuole chiudere il centro. Organizzarsi non è semplice».
Chiara Marinelli
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