IL TURISMO
MACERATA Segnali di ripresa ancora troppo timidi nel settore turistico

Mercoledì 5 Maggio 2021
IL TURISMO
MACERATA Segnali di ripresa ancora troppo timidi nel settore turistico maceratese. La stagione estiva è alle porte ma a pesare su alberghi e hotel della provincia sono ancora le restrizioni anti Covid, su tutte il coprifuoco. «La zona gialla e il bel tempo agevolano la voglia di vacanza e qualche ingranaggio sembra si stia muovendo per lo più per i mesi di luglio e agosto - afferma Massimo Milani, presidente di Federalberghi Macerata e titolare dell'Hotel San Crispino a Trodica di Morrovalle -, tra i tanti problemi quello che lascia più dubbi è il coprifuoco: come passeranno le loro serate i turisti se alle 22 dovranno tornare in camera? Le discoteche all'aperto come faranno? Manderanno via la gente? Questa distinzione tra locali all'aperto e al chiuso è un vero controsenso».
Il plauso
Un plauso Milani lo dedica alla regione e al green pass: «Il presidente Acquaroli si sta prodigando per far rimanere le Marche in giallo - afferma -, il tesserino vaccinale potrà essere utile per agevolare il turismo, ma i cambi di colore potrebbero compromettere comunque tutto generando un ventaglio di polemiche e controversie su caparre e rimborsi».
Il giudizio
Negativo invece il giudizio sulla certificazione da parte di Simone Iualè, titolare dell'Hotel ristorante La Rosa dei Venti di Monte San Giusto e presidente dell'associazione Albergatori maceratesi: «Non mi sembra adeguata e, comunque, quando si vedono immagini come quelle di Milano o di altre città, con migliaia di persone ammassate, tutto perde di significato - commenta l'albergatore in riferimento ai festeggiamenti dei tifosi a Milano per lo scudetto dell'Inter -, vedere una piazza piena, senza controlli o autorizzazioni, ti fa riflettere sul perché delle nostre chiusure, quando dobbiamo rispettare ogni minimo dettaglio e distanza, mentre altri non pagheranno mai le conseguenze dei loro gesti. Queste immagini sono l'ennesimo colpo alla nostra integrità morale». Nulla di eclatante, invece, sul fronte prenotazioni: «Qualche chiamata in più - continua -, non sappiamo più a chi rivolgerci, stiamo pagando le conseguenze economiche di questa situazione senza avere una prova che il contagio provenga dal nostro settore».
Il disagio
Amarezza e disagio per quanto permesso al mondo del calcio professionistico sono evidenti anche nelle parole di altri due imprenditori di Civitanova Marche: «Quello visto a Milano non è stato un bello spettacolo, con tutto il rispetto per i tifosi - ammette Umberto Testa dell'Hotel Chiaraluna -, poche ancora le prenotazioni per luglio e agosto, mentre il settore business si sta muovendo, anche se lentamente. Sembra di essere tornati allo scorso anno, con la differenza che si è anticipata l'apertura di un mese: speriamo che la fretta non sia dannosa». Un rubinetto aperto ma con ancora acqua fredda è l'immagine esemplificativa che offre Giuseppe Giustozzi del Cosmopolitan: «Non si è mosso molto, anzi pochissime camere - dice -, abbiamo una classe politica incapace e le scene di Milano ne sono un esempio. Il pass vaccinale può essere una buona cosa per ora non c'è giovamento. La gente sta aspettando a prenotare perché ha ancora paura».
Il quadro
Migliore il quadro della situazione che arriva da Porto Recanati: «Su luglio e agosto c'è grandissima richiesta, forse perché le persone passeranno le loro vacanze in Italia e la posizione logistica delle Marche risulta vantaggiosa - spiega l'imprenditore perugino Alberto Guarducci, titolare insieme ai fratelli della struttura e tra i soci degli alberghi a tema di Apice Hotels -, si sente il bisogno di informazioni più chiare da parte del Governo anche sul green pass e un'estate con questi orari è difficile da concepire. Per non parlare dei cambi in corsa dei colori tra regioni - conclude -, tra caparre e rimborsi chi pagherà il prezzo di una vacanza interrotta? Si preannuncia una stagione complicata che speriamo si risolva per il meglio, magari con un nuovo decreto che intervenga eliminando queste situazioni».
Andrea Mozzoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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