IL REPORTAGE
MACERATA Cultura e turismo riaccendono le loro luci su Macerata.

Lunedì 10 Maggio 2021
IL REPORTAGE
MACERATA Cultura e turismo riaccendono le loro luci su Macerata. Nel fine settimana ma non solo, sono stati tanti i turisti (e anche gente del posto) che hanno voluto riconquistare uno spazio tanto atteso come quello rappresentato dai musei e dai punti di interesse artistico, Sferisterio su tutti, facenti parte del capoluogo provinciale. Ampio il numero di visitatori registrati tra sabato e domenica con due particolarità: la presenza dei residenti e il riavvio di quel collegamento storico con altre regioni, da Nord a Sud fino alla Capitale. C'erano turisti anche dalla Lombardia, dal Veneto e dal Molise.
L'occasione
Molte anche le persone provenienti dai paesi limitrofi, così come alcuni ex partecipanti al servizio civile ai Musei civici, tornati appena possibile per rivedere i luoghi più cari; o giovani studenti universitari stranieri in gita per la prima volta da turisti per le vie del centro storico. «Dopo quest'ultimo anno contraddistinto principalmente dalle chiusure dei siti culturali non vedo l'ora che riaprisse Palazzo Buonaccorsi - afferma la maceratese Roberta Cantarini -, la prima occasione è stata questa domenica e l'ho colta al volo per riappropriarmi di questo spazio cittadino e per godere di questo museo, dove, Covid permettendo, era mia abitudine ritornare volentieri grazie alla tessera gratuita per noi residenti». Da ricordare come i Musei civici di Palazzo Buonaccorsi abbiamo riaperto, gratuitamente, dal 27 aprile con prenotazione obbligatoria, e come da venerdì scorso siano esposte le opere di Tullio Crali, all'interno della mostra Tra cielo e terra, una retrospettiva curata da Barbara Martorelli inaugurata venerdì scorso.
La tradizione
«Sappiamo bene come la tradizione del Futurismo qui in città sia un punto di forza - aggiunge Cantarini -, sono contenta di aver avuto modo di apprezzarla in questa giornata speciale». Matteo Sardellini ha invece fatto tappa nel capoluogo dalla vicina Morrovalle per il laboratorio per bambini promosso in piazza Mazzini da Macerart & Tour e da Amanuarte in occasione della Festa della mamma: «Con l'occasione abbiamo visto l'orologio astronomico per la gioia di nostro figlio e, vista la giornata, ci fermeremo anche a pranzo». Curioso il caso del palermitano Antonio Morello, trasferitosi da circa un anno nelle Marche per lavoro senza aver potuto conoscerle da vicino visto lo scoppiare della pandemia da Covid 19 che ha limitato gli spostamenti e chiuso per lungo tempo i luoghi della cultura. Per la sua prima escursione Morello ha scelto Macerata: «L'impressione è stata quella di una città storica molto bella e curata - dice -, adesso che c'è la possibilità di spostarci, sono contento di essere stato qui nella prima domenica utile. Devo ammettere che è stato un periodo molto duro ed è bello ora poter iniziare a conoscere alcuni dei posti più belli della regione dove abito».
Il commento
Sono arrivati in città dalla provincia di Campobasso Margherita Recchia e la sua famiglia, precisamente da Campomarino in Molise: «Siamo stati attratti da Recanati - ammette -, da insegnante ho convinto i miei cari a visitare la casa di Giacomo Leopardi e abbiamo approfittato di venire anche a Macerata che non avevamo mai visto prima: si capisce subito come si tratti di una città importante e storica seppur periferica dell'allora Stato Pontificio. Conoscevamo lo Sferisterio e ci ha colpiti molto l'architettonica delle case e dei palazzi. Abbiamo studiato le principali attrattive, vogliamo visitare il Museo della Carrozza e a mezzogiorno ci recheremo in piazza della Libertà per assistere al movimento degli automi dell'orologio della Torre Civica».
Il weekend
Daniela Bianchi è partita alle luci dell'alba da Santa Marinella, in provincia di Roma, per un weekend turistico nelle Marche con il marito: «Siamo venuti più volte nella regione ma questa zona non la conoscevamo bene - dice -, siamo passati da Fermo per poi giungere a Macerata. Personalmente, al di là dello Sferisterio che speriamo di visitare, non conoscevamo la città e ci ha davvero colpito».
Andrea Mozzoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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