Superato il primo scoglio

Giovedì 20 Giugno 2019
LA PROVA
FERMO C'è chi si è fatto accompagnare e chi è arrivato in motorino. Chi, neopatentato, ha preso l'auto e chi il bus. Visi tesi e qualche sorriso a sciogliere una tensione palpabile, davanti alle scuole. Ieri mattina, l'onda dei maturandi ha rotto il ghiaccio con il nuovo esame di Stato. Più di mille, nel Fermano, i ragazzi che, armati di dizionario, hanno affrontato la prova di italiano. All'apertura delle buste, più di qualche sospiro di sollievo. Nessuna brutta sorpresa tra le sette tracce fornite dal Miur. Proposte fattibili, per la maggior parte degli studenti, che, testa bassa e occhi incollati ai fogli, hanno utilizzato buona parte delle sei ora a disposizione per completare la prova. Non tutti, però.
Tracce pretenziose
All'Iti, per esempio, ieri c'era chi, dopo appena quattro ore, era già fuori. «Al primo impatto dice Matteo Albanesi le tracce mi sono sembrate pretenziose. Poi, rileggendole meglio, ho scelto il testo argomentativo-scientifico, quello in cui avevo più argomenti da trattare». «Sono abbastanza soddisfatto del risultato aggiunge , anche perché, all'inizio, ero un po' in ansia. Ieri sera, per stemperare la tensione, sono uscito con alcuni coetanei. Un po' è servito». Banditi short e infradito, all'ingresso, i maturandi sono stati privati dei cellulari. «La commissione è stata brava, ci ha messo subito a nostro agio», racconta Stefano Mattetti, sempre del Montani , che ha analizzato un brano di Leonardo Sciascia. A scegliere l'autore del Giorno della civetta anche Federico Mancini del Liceo classico. «Ho seguito i punti della traccia. Speriamo bene. C'erano diversi argomenti da cui poter attingere. Alla fine, visto che era richiesto, ho aggiunto anche alcune riflessioni personali».
Il caso Montanari
Ha creato un caso politico la traccia su Tomaso Montanari che, a poche ore dall'esame, il ministro dell'Interno ha definito un «triste snob di sinistra». Alle prese con il testo argomentativo sul rapporto tra cittadini e patrimonio artistico e culturale, tra gli altri, Federica Clementi del Liceo scientifico. «Ho pensato fosse la traccia più affine a me. Quelle che ci aspettavamo non sono uscite. Pensavamo a qualcosa sul riscaldamento globale o su Primo Levi e Anna Frank», dice. Sullo storico dell'arte che tanto sta facendo discutere in queste ore è ricaduta anche la scelta di Ilaria Caffarini, del Montani. «Non ho scritto molto, ma, in questo tipo di traccia, l'importante è il contenuto. Puntavo sugli autori e ho scelto quello che mi è sembrato più fattibile», dice, mentre stringe tra le mani il ciondolo portafortuna che tiene legato al collo. Perché, oltre allo studio e al ripasso, per vincere la paura, gli studenti si affidano un po' anche alla superstizione.
I riti scaramantici
Così, c'è chi si è portato dietro un peluche, chi ha messo tra le pagine del dizionario una foto ricordo, chi si è riempito le braccia di braccialetti tintinnanti. E chi, come Rebecca Pagliaretta, per la maturità, si è comprata una penna nuova. «Per me simboleggia un nuovo corso, diverso da quello che ho avuto finora, con compiti andati un po' bene e un po' male, scritti tutti sempre con la stessa penna», spiega la maturanda del Liceo economico sociale. Davanti a Palazzo Sacconi, con lei, c'era la compagna di classe Giulia Paradisi che ha optato per Ungaretti. «L'abbiamo studiato a scuola dice , la poesia che è uscita no, ma l'autore sì. Quindi mi sentivo abbastanza sicura». Orfani del tema di storia, che da quest'anno non fa più parte dell'esame di Stato, molti studenti hanno virato su quello di attualità. Gettonato quello sulla mafia e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, scelto, tra gli altri, anche da Alessandro Albanesi, del Calzecchi Onesti. «Mi è sembrata una traccia interessante. Ieri, nel riguardare alcune tematiche, avevo approfondito questo tema e l'ho sentito mio. A dire il vero, mi aspettavo argomenti diversi, per esempio una traccia su Notre Dame», le sue parole.
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