Si muove la ricostruzione fondi e progetti, prime luci

Domenica 14 Luglio 2019
IL POST SISMA
AMANDOLA Dopo quasi 3 anni dal sisma si cominciano a vedere le prime luci di un concreto inizio della ricostruzione. Finora diverse problematiche d'impostazione hanno rallentato notevolmente o bloccato l'inizio degli interventi. Lacci e laccioli come troppe ordinanze spesso complicate e sovente in contraddizione tra loro, passaggi burocratici troppo complessi e farraginosi, personale insufficiente nell'ufficio per la ricostruzione. Invece con le nuove normative inserite nel decreto sblocca cantieri ora si possono far partire molte opere, pubbliche e private. Ne è convinto il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli. «Una nuova normativa che ha migliorato notevolmente la situazione rispetto alle precedenti dice il primo cittadino rendendo più snelle tutte le procedure. Con le modifiche apportate si sono chiariti molti degli aspetti che rimanevano oscuri e si è semplificato. Sono state recepite diverse esigenze esposte dai sindaci anche se è rimasta inascoltata qualche altra istanza. Comunque il quadro generale è molto migliorato». In primis, tra le migliorie, il sindaco di Amandola mette la possibilità, facoltativa, per i Comuni di seguire direttamente attraverso i propri uffici tecnici le domande relative alle abitazioni private inagibili ma con danni più lievi (scheda Aedes classe valutazione B) e per quegli immobili, sempre privati, con lesioni molto gravi che hanno bisogno di intera demolizione (classificati L4).
La direttiva
«Il nostro Comune è pronto a recepire questo genere di pratiche. Stiamo aspettando la direttiva di applicazione e il personale ulteriore che, come previsto sempre dal commissario straordinario per la ricostruzione Farabollini, verrà trasferito ai Comuni che avranno intenzione di seguire questi aspetti della ricostruzione. Questo continua Marinangeli - accelererà fortemente l'iter. Quindi queste pratiche e relativi progetti saranno valutati complessivamente, senza altri passaggi, in un solo ufficio del Comune e da un solo tecnico. Senza dover far riferimento all'ufficio speciale per la ricostruzione che sarà alleggerito e potrà dedicarsi ad altre pratiche. Ciò anche con tempi tagliati non solo burocratici ma anche di mobilità per cittadini e tecnici, costi e tempi logistici inferiori. Importante, chiaramente, anche il rafforzamento in parallelo del personale negli uffici per la ricostruzione». Una situazione attuale che è comunque dinamica. «Nel nostro Comune abbiamo una presenza di domande di privati molto elevata. In diversi casi comunque rimarca Marinangeli è stata ripristinata l'agibilità di abitazioni di quei privati che si sono mossi subito con le progettazioni e domande, soprattutto gli stranieri. Quindi alcune famiglie sono tornate a casa».
Gli investimenti
Gli investimenti previsti. Ancora il sindaco. «Dopo 3 anni si può dire che si è appena partiti con le grandi opere pubbliche. La Regione ci sta aiutando in questi frangenti. Cinque le opere finanziate, tutte in gara per affidamento delle progettazioni: chiese di S. Francesco e Beato Antonio, chiostro S. Francesco, teatro La Fenice, ex casa del fascio. Sono 7,5 milioni di finanziamento pubblico all'interno del piano stralcio sulla ricostruzione. Già appaltati 16 appartamenti, 6 immobili del Comune (4 scuole rurali e 2 edifici nel centro storico) il social housing con 30 appartamenti, tutto per gli sfollati ora in autonoma sistemazione e la struttura provvisoria per il reparto di medicina. In tutto circa 8 milioni. Poi i 18,8 milioni per l'ospedale nuovo: in fase di pubblicazione il bando di gara approvato dall'Anac. Inizio lavori previsto per l'autunno».
Per il neo sindaco di Montefalcone Appennino Giorgio Grifonelli bene la semplificazione delle procedure con le nuove normative con un distinguo sostanziale. «Non credo però dice che affidare ai Comuni le pratiche di alcuni tipi di danni privati possa accelerare la ricostruzione. Specialmente i Comuni più piccoli si troverebbero non adeguatamente organizzati per seguire le pratiche con danni lievi e di demolizione, considerando che anche il personale in più sarebbe probabilmente esiguo e insufficiente. E' invece necessario potenziare fortemente il personale già formato, l'ufficio speciale per la ricostruzione, che permetterebbe anche una uniformità delle pratiche e della loro valutazione».
Francesco Massi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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