«Prende forma il nuovo ospedale purché non sia una scatola vuota»

Sabato 4 Dicembre 2021

L'APPELLO
FERMO Il nuovo ospedale di Campiglione sta prendendo forma. Il miraggio di vederlo finito per il 2023, come promesso dalla Regione, potrebbe non essere più tale. Ma un cruccio resta. E si trascina da anni. Riguarda i contenuti del nuovo nosocomio. Quello che starà dentro le mura esterne. E, cioè, macchinari e personale capace di usarli. Il timore è di ritrovarsi con uno scatolone vuoto. Bello, moderno e sicuro, ma vuoto.
Il sopralluogo
O, comunque, non in grado di soddisfare le aspettative che pesano sull'ospedale, che sarà di primo livello. Dove l'altro ieri s'è recato Paolo Calcinaro per un sopralluogo. «L'opera va avanti con una velocità rara in Italia», ha scritto in un post il sindaco di Fermo, parlando anche di «un avanzamento incredibile» dei lavori. «Quello, però, che continuo a chiedere prosegue il post è un incremento del contenuto, sia come tipologie di specializzazione sia come quantità di personale. E in questo, ieri come oggi, la risposta latita, ma non ho dubbi che questa struttura andrà realmente onorata». Rassicurazioni a riguardo sono arrivate dalla giunta Ceriscioli prima e da quella Acquaroli poi. Ma la logica santommasiana del finché non vedo non credo agita la politica locale. Che non s'accontenta più delle promesse, ma vuole certezze. Finanziato con 31 milioni dalla giunta Ceriscioli e con 39 da fondi statali (più altri 30, sempre della giunta Ceriscioli, per la variante che, dai 312 iniziali, porterà i posti letto per acuti a 362: 287 degenze ordinarie, 53 day hospital, 22 degenze intensive), il nuovo ospedale avrà anche un padiglione Covid. Sarà realizzato con i 6,8 milioni stanziati dalla giunta Acquaroli, necessari per la variante che permetterà di aggiungere il pre-triage Covid, dieci posti in più di Terapia intensiva e una sala operatoria Covid.
I servizi
Da progetto, l'ospedale sarà dotato di day hospital oncologico, ambulatori, medicina nucleare, radioterapia, diagnostica funzionale, centro per endoscopia, pronto soccorso, dipartimento delle immagini, blocco operatorio, blocco parto, centro trasfusionale, mensa e direzione sanitaria. Lì dovranno trovare spazio anche l'Emodinamica e il robot chirurgico che la Regione s'è impegnata a portare a Fermo. Un «ospedale regionale», come l'ha definito l'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini. Che, per funzionare, avrà bisogno di professionisti. E quelli del Murri non bastano.
f. p.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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