LA SANITÀ
FERMO Sono allo stremo gli infermieri dei reparti Covid del Murri.

Giovedì 26 Novembre 2020
LA SANITÀ
FERMO Sono allo stremo gli infermieri dei reparti Covid del Murri. Chiamati a svolgere turni massacranti, senza ormai quasi il tempo di riposarsi. La pressione sull'ospedale di Fermo è costante, ma, a differenza della prima ondata, i rinforzi, quando arrivano, sono risicatissimi. Stamattina, trentuno nuove leve discuteranno la tesi, diventando ufficialmente infermieri. Potenziale ossigeno per il Murri e non solo. Ma non è affatto scontato che resteranno in zona. E non è solo quello. Perché se è vero che, dei reparti Covid, Terapia intensiva è quello che soffre di più, è anche vero che lì, più che altrove, non ci si improvvisa infermieri da un giorno all'altro.
La direzione
«Il ruolo del Murri spiegava pochi giorni fa il direttore dell'Area vasta 4, Licio Livini non può essere ridimensionato. Anzi, va amplificato, perché è in grado di riorganizzare le attività e ha personale che, seppur contato, sa fare il suo lavoro, ma che ha bisogno di fiducia e sostegno». Quello che, però, in questi giorni di superlavoro, ai sanitari, comincia a mancare. «Purtroppo denuncia il segretario della Cisl, Giuseppe Donati , gli errori compiuti molto prima dell'esordio della pandemia da chi si è occupato dei piani di assunzione e reclutamento del personale stanno pesando enormemente sul lavoro di queste figure». «Tra il 20 e il 30% delle attività assistenziali, diagnostiche e interventistiche aggiunge sono organizzate grazie al ricorso a prestazioni orarie aggiuntive. L'enorme stress al quale tutto il sistema sanitario fermano è sottoposto da troppo tempo rischia di implodere». Anche perché il lavoro, al Murri, è senza sosta. Ieri, i ricoverati positivi erano 61. Trenta i pazienti in Malattie infettive, ventidue in Medicina Covid, nove in Terapia intensiva. Tra ieri e l'altro ieri, infatti, le condizioni di due pazienti sono peggiorate ed è stato necessario sedarli e intubarli. Siccome i posti di Rianimazione erano al completo, è stata allestita una mini-Terapia intensiva in Malattie infettive, dove sono stati spostati i ventilatori e con i sanitari di Rianimazione costretti a fare avanti e indietro.
Il lutto
Intanto, ieri, nel Fermano, il Covid ha fatto un'altra vittima. All'ospedale di Civitanova è morta una donna di 79 anni residente a Porto Sant'Elpidio. Sotto controllo, poi, la situazione nella casa di riposto di Petritoli, dove due giorni fa, come abbiamo riferito nell'edizione di ieri, era morta un'anziana di Fermo. Erano due gli ospiti positivi nella struttura, isolati in un'ala, realizzata appositamente, dal 13 novembre, quando è stato accertata la prima positività. Da quel giorno, su ospiti e personale, sono stati effettuati test rapidi due volte a settimana. L'anziana spirata era asintomatica. L'altro ospite positivo, sintomatico, nei giorni scorsi è stato trasferito nella Rsa di Fossombrone. Quella di Campofilone era, infatti, al completo, mentre quella di Sant'Elpidio a Mare non era ancora stata attivata.
Le cifre
Torna a salire il numero dei positivi nel Fermano, dove ieri si sono registrati 48 nuovi casi. Le persone in quarantena, ieri, erano 1.722, di cui 289 sintomatiche e 25 operatori sanitari. Mentre si guarda con preoccupazione al Natale, dunque, con tutte le ripercussioni a livello commerciale, i problemi sanitari appaiono ancora preponderanti e il Murri, unico ospedale della provincia, continua a reggere l'urto senza aiuti dall'esterno.
Francesca Pasquali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento