LA PANDEMIA
FERMO Dopo quella che sembrava una battuta d'arresto insormontabile

Sabato 6 Marzo 2021
LA PANDEMIA
FERMO Dopo quella che sembrava una battuta d'arresto insormontabile arriva invece al traguardo l'accordo tra Regione e medici di famiglia per coinvolgere questi ultimi nelle vaccinazioni. Firmata l'intesa tra l'assessorato regionale alla sanità guidato da Filippo Saltamartini e la federazione Fimmg. I sanitari scendono dunque in campo per accelerare la vaccinazione di massa già partita con i centri territoriali. Si prevede che i medici verranno forniti settimanalmente di un quantitativo di dosi sufficiente per far fronte alle esigenze. «Possiamo partire per la vaccinazione over 80, soprattutto a domicilio per chi non può spostarsi dice Paolo Misericordia, segretario provinciale di Fermo della Fimmg - prendendo in considerazione anche quei soggetti che non hanno saputo prenotarsi dalla piattaforma web e quindi sono rimasti fuori. Non andremo a dirompere il sistema delle prenotazioni, ma andremo a recuperare quelle persone che sono in difficoltà per andare nei diversi centri preordinati. Ora stiamo lavorando sull'aspetto organizzativo. L'accordo prevede che entro il 15 marzo dovremo essere operativi. Tempi tecnici per la fornitura dei vaccini. Già avevamo preparato un percorso. Previsto che ogni sabato approntiamo le nostre liste di prenotazione per la settimana successiva e il lunedì poi saremo riforniti delle dosi scongelate necessarie per tutta la settimana che possono rimanere nei nostri studi. Le Pfizer e Moderna per gli over 80 partendo dai domiciliari. Le Astra Zeneca per gli under 65 anni. Infatti l'ingaggio della medicina generale è per il percorso vaccinale ad ampio raggio. Dopo gli ultra ottantenni ci sono gli estremamente vulnerabili con gravi situazioni cliniche, che noi conosciamo benissimo».
I centri prescelti
In contemporanea per le ulteriori fasce di età continueranno le vaccinazioni nei centri prestabiliti che non saranno dunque i soli. Quindi Misericordia sull'accordo. «Soluzione agognata da noi, ma siamo soddisfatti per averla raggiunta, dando la possibilità alle persone di avere una risposta vaccinale in una situazione più confidente e prossima come quella col proprio medico di famiglia». Quindi la figura del medico di famiglia diventa ancor più necessaria sul territorio, che non può rimanere sguarnito. Ci sono casi, però, nella provincia di Fermo dove alcuni posti sono rimasti vacanti per precedenti pensionamenti. Emblematico quello di Amandola, dove lo scorso 28 febbraio ha cessato l'attività un medico di famiglia e non è stato ancora sostituito, come pure un suo collega che ha lasciato per pensionamento nel settembre 2019. Una situazione che sta preoccupando la popolazione a cominciare dal sindaco Adolfo Marinangeli. Il prossimo 12 marzo alle 15.30 si terrà, tramite web, una conferenza dei sindaci dell'Area vasta 4 proprio per affrontare la questione generale. Ritardi inoltre ci sono anche per l'apertura della nuova struttura, già pronta, per ospitare il ritorno da Fermo del reparto di Medicina.
La critica
Sulla questione interviene anche l'ex sindaco di Amandola Riccardo Treggiari. «Sembra che manchi solo una firma, oltre a materassi e lenzuola perché il resto c'è tutto, dopodiché la struttura provvisoria di Pian di Contro sarebbe pronta per essere consegnata in comodato d'uso all'Asur».
La formula
«Ora dice sempre Treggiari si parla di Medicina Leggera. Non ho idea di che si tratti. Il reparto di Medicina richiede un primario, un congruo numero di medici al seguito ed il necessario personale infermieristico dedicato: proprio tutto ciò che attualmente si trova confinato al Murri di Fermo sotto l'etichetta di Medicina-Amandola. Non scherziamo. Se il reparto di Medicina non torna a casa, crediamo ci sia abbondante materiale perché la giustizia ordinaria e contabile, vista che la struttura è costata 2,5 mln di euro, verifichi la regolarità dell'intera vicenda nella quale l'interruzione di pubblico servizio, che dura da ben cinque anni, riveste un ruolo molto importante». Francesco Massi
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