Imposte, c'è un taglio sui costi Buona notizia per gli artigiani

Mercoledì 18 Settembre 2019
L'ECONOMIA
FERMO Irpef, Irap, Imu, Tasi, Tari. A conti fatti, gli artigiani fermani passano più giorni a lavorare per pagare le tasse che per guadagnare. Non che sia una novità. Anzi, quest'anno è andata meglio di quelli passati. Con i piccoli imprenditori che hanno sborsato in media il 58,4% di tributi, potendo contare su un reddito disponibile di 20.784 euro (1.732 euro al mese).
L'indagine
I dati li fornisce la Cna e arrivano dal Rapporto annuale dell'osservatorio sulla tassazione delle Pmi. L'indagine ha preso in esame 141 Comuni italiani, compresi tutti i capoluoghi di provincia. Nel complesso, Fermo si è posizionato al 52esimo posto, nella parte bassa della prima metà di classifica. Il dato di quest'anno è il migliore degli ultimi. Nel 2018 gli artigiani fermani avevano infatti dovuto pagare il 59,4% di tasse e nel 2017 il 59,2%. L'anno prima il 58,9%, come nel 2015 e nel 2014 il 63,1%. Andando indietro, nel 2013, le tasse erano al 63,6%, nel 2012 al 61,8% e nel 2011 al 58,6%. Ogni anno, c'è un giorno preciso in cui gli artigiani smettono di lavorare per lo Stato e iniziano a guadagnare. Nel 2019 è stato il 31 luglio. Il Tax Free Day, il giorno della liberazione dalle tasse, quando gli imprenditori cominciano a produrre per loro stessi. Il che significa che, quest'anno, per pagare i vari balzelli, hanno lavorato 213 giorni (4 in meno dello scorso). I 152 giorni di lavoro restanti sono quelli da cui potranno trarre guadagno.
La tendenza
I dati sono leggermente migliori della media nazionale, dove il peso del fisco è al 59,7%, il Tax Free Day è stato il 5 agosto e il reddito mensile medio è di 1.680 euro. Nella classifica della Cna in testa c'è Bolzano, libera dalle tasse dall'11 luglio e con una tassazione del 53%. Fanalino di coda è Reggio Calabria che ha dovuto aspettare l'11 settembre e che paga il 69,8% di tributi. Il calcolo è stato fatto analizzando una situazione tipo. Quella di una ditta individuale che produce infissi in legno e che lavora con imprese e privati. La ditta modello ha cinque dipendenti: tre operai a tempo indeterminato, un operaio a tempo determinato e un impiegato a tempo indeterminato. Il costo complessivo del lavoro è di 165mila euro. L'attività è svolta sia in laboratorio sia in negozio.
Il peso
«A Fermo spiega il presidente della Cna territoriale, Paolo Silenzi il peso del fisco scende rispetto agli ultimi otto anni. Non siamo più ai livelli del 2013, quando l'incidenza era del 63,6% e il reddito per l'imprenditore era poco più di 18mila euro annui, e siamo ancora sotto la media nazionale». Un miglioramento che, per Silenzi, è frutto «dell'applicazione di alcuni dei correttivi segnalati dalla Cna», che «hanno inciso in maniera netta, a dimostrazione che la crescita della pressione fiscale non è ineluttabile. A incidere l'innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali. L'obiettivo è arrivare ad avere un fisco più equo e sostenibile per le piccole e medie imprese». Parla di «passi avanti, ma di un percorso ancora alle prime mosse», il direttore generale, Alessandro Migliore, che sottolinea come siano state «trasformate in legge alcune nostre proposte, quali l'introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d'impresa, l'introduzione del regime di cassa per il reddito delle imprese in contabilità semplificata e l'abrogazione degli studi di settore».
Le spese
Riduzione della tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, partendo dai redditi medio-bassi e utilizzando le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all'evasione, revisione della tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi e completa deducibilità dell'Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese a partire già dall'anno d'imposta 2019, tra le linee di azione evidenziate dalla Cna di Fermo per semplificare un sistema ancora molto complesso. L'associazione di categoria ribadisce anche la necessità di rivedere i criteri per l'attribuzione dei valori catastali degli immobili, allineandoli a quelli di mercato a invarianza di gettito e di agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d'azienda.
Francesca Pasquali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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