Dal Micam all'area complessa Calzature a caccia del rilancio

Sabato 15 Febbraio 2020
L'ECONOMIA
FERMO Calzatura? Per il distretto Fermano-Maceratese è una questione sociale. Per questo il Micam che da domenica a mercoledì vedrà impegnate a Milano 161 aziende marchigiane (106 dalle province di Fermo e Ascoli Piceno, 50 dal Maceratese e complessivamente 5 provenienti da Ancona più Pesaro-Urbino) riveste un'importanza particolare, più che altrove. Speranze e aspettative? Poche, per la verità, quelle per il Micam. Molte di più invece per un rilancio che può partire dai 30 milioni di euro connessi all'area di crisi complessa.
Le cifre
Il Governo metterà sul piatto altri 100 milioni chiesti da Giampietro Melchiorri di Confindustria Centro Adriatico per ridurre il costo del lavoro e intercettare qualche flusso produttivo che la Cina, adesso, non può garantire? Non lo sappiamo ancora. Ne saprà qualcosa in più Alessia Morani, Sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico, che parteciperà al convegno: Calzatura 2020: anno di cambiamento o di rilancio? che si svolgerà al Micam martedì 18 alle ore 11 nello spazio riservato a Confindustria Centro Adriatico. «Non chiederemo la luna ma su alcuni punti possiamo insistere», ha detto ieri mattina il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini nel suo intervento durante la conferenza stampa di presentazione del salone internazionale della calzatura svoltasi nella sede di Fermo dell'ente camerale. Sabatini ha rilanciato la proposta Melchiorri parlando di zchoc fiscale importante per aiutare il mondo imprenditoriale dove la calzatura è coesione sociale». Lo stesso Sabatini ha annunciato anche la presenza al Micam di una trentina di alunni dell'Its. Anche il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro e la presidente della provincia di Fermo Moira Canigola si sono soffermati sul ruolo sociale svolto dalla calzatura. «Se è un momento duro per la calzatura, è un momento duro per tutti visto che il settore ha perso occupazione. Cosa può fare un Comune? Può mettere solo le toppe e sostenere le battaglie avanzate dalle associazioni». Secondo i numeri forniti da Assocalzaturifici, nel 2019 il distretto marchigiano ha perso complessivamente 122 imprese e 1.251 addetti. Se Fermo conta due terzi del settore marchigiano, i posti di lavoro persi solo nella provincia di Fermo sono circa 830. Canigola ha ricordato come sia vicinissima la firma del Prri, piano necessario per prendere quei 30 milioni di euro a disposizione dell'area di crisi complessa: «Un risultato importante per il territorio frutto del lavoro di rete». Per Paolo Silenzi, presidente Cna Fermo: «Trenta milioni di euro sono un inizio». Silenzi ha lanciato alcuni messaggi: il concetto di rete è fondamentale; la crisi non può durare ancora per molti anni perché le aziende sono indebolite e hanno perso competitività; dobbiamo fare innovazione: puntare su prodotti ecosostenibili; valorizzare una filiera produttiva che per noi marchigiani è scontata ma non è così.
Gli schemi
Più fuori dagli schemi l'intervento di Lorenzo Totò, presidente Confartigianato Marche Sud (Ascoli, Fermo e Macerata) che dopo aver bacchettato alcuni imprenditori («quelli che ancora non hanno pronto il campionario per la fiera») ha affermato: «Gli imprenditori stanno abbassando la testa, devono rialzarla. E' arrivato il momento di rivedere alcune questioni, anche pratiche prima fra tutte quella di trovare insieme altre strade di vendita».
Massimiliano Viti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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