Dal Fermano fino a Bergamo sgominata la gang della droga

Sabato 18 Maggio 2019
L'OPERAZIONE
FERMO Il ciclista, il malato di gioco, la mamma, il giaguaro e il resto della compagnia. Massiccia operazione antidroga, quella messa a segno all'alba di ieri dai carabinieri, culminata con l'arresto di due persone, l'obbligo di dimora nei confronti di una terza, la denuncia a piede libero di altre 11 persone. Sequestrate diverse dosi di cocaina già confezionate e pronte per essere spacciate, bilancino di precisione ed 11.000 euro in contanti.
Il bilancio
E' il bilancio dell'operazione Giaguaro (la denominazione parte dal nomignolo di una delle persone coinvolte), che ha il suo fulcro a Montegranaro, ma si dirama in altri Comuni del Fermano e del Maceratese, fino ad arrivare nella Bergamasca. In manette sono finiti Cristian Francia, di 37 anni, la madre dell'uomo, Maria Rosa Silenzi di 59, entrambi di Montegranaro, e si è disposto l'obbligo di dimora per Juan Pablo Valencia Gonzalez, ex ciclista professionista colombiano di 31 anni. Era stato arrestato tre mesi fa ed appena da qualche giorno gli era stata revocata la misura dei domiciliari, nel Comune di Predoro, in Lombardia. Denunciati P.L., 33 anni, M.S. di 45, M.S. di 32, C.M. di 33, F.J. di 35, tutti di Montegranaro, P.M. 47 e S.D.S. di 55, di Civitanova Marche, S.E. albanese, 32 anni, di Porto Sant'Elpidio, C.S. 42enne di Corridonia, S.R. maceratese di 31, M.N. senegalese di 46 anni residente a Fermo.
Le congratulazioni
Il maggiore Roland Peluso, comandante della compagnia dell'Arma di Fermo, plaude al maresciallo Giancarlo Di Risio, comandante della stazione di Montegranaro, ed ai suoi collaboratori. «Mi congratulo perché hanno portato avanti l'operazione in piena autonomia. Conoscendo quanto siano oberate di lavoro le caserme dei carabinieri, con le tante incombenze da assolvere, è straordinario che una stazione con sole 9 unità riesca a portare avanti un'indagine così accurata e complessa senza abbandonare tutte le altre attività». Tutto parte l'autunno scorso, quando una donna del posto si rivolge al maresciallo, per segnalare il coinvolgimento del suo fidanzato in un giro di tossicodipendenza. «Le informazioni fornite hanno permesso di avviare le indagini nota Peluso . Sono stati eseguiti osservazioni, pedinamenti e controlli, con il coordinamento della Procura della Repubblica, in particolare di Alessandro Pazzaglia. Sono stati effettuati 6 sequestri di droga per piccoli quantitativi, sufficienti a delineare le modalità di spaccio». Le comunicazioni hanno consentito di decifrare i termini adoperati per parlare della cocaina.
I termini
Botta, mezza botta, caffè, aperitivo, tutti termini per nominare la consegna di stupefacenti. Un lavoro, quello dei militari, che si concretizza in 450 pagine di rapporto giudiziario, in cui viene dettagliata l'attività di ogni soggetto indagato. «L'uomo arrestato aveva un tenore di vita altissimo aggiunge il maresciallo Di Risio ha seri problemi di ludopatia ed arrivava a spendere circa 30.000 euro al mese in slot machines e gioco d'azzardo. E' un soggetto molto avveduto, essendo stato già arrestato per tre volte, ed ha reso difficile l'attività di indagine». Ieri mattina alle 6, su disposizione della Procura della Repubblica, è partita l'operazione in simultanea, per intercettare tutte le 14 persone. In simultanea sono entrati in azione i militari della compagnia di Fermo, con l'ausilio delle unità cinofile della guardia di finanza, i carabinieri della compagnia di Civitanova, anche loro supportati dai cani delle fiamme gialle civitanovesi. Un intervento a largo raggio dunque, con la mobilitazione delle forze dell'ordine di due province. A Corridonia, infine, l'intervento da parte della stazione locale col supporto del comando provinciale. La droga confezionata è stata trovata a casa di una delle persone denunciate, a Montegranaro.
Il denaro
A casa della donna arrestata c'erano gli 11.000 euro in contanti, in parte abilmente nascosti. I militari hanno rinvenuto anche materiali per il confezionamento, un bilancino di precisione ed alcune buste con dei nominativi scritti. L'operazione Giaguaro è compiuta, ma come spesso accade, da un blitz antidroga partono nuove attività d'indagine. «Conosciamo i movimenti delle persone denunciate ed i loro clienti conclude il capitano Peluso Fossi nei panni di chi si riforniva da loro, non dormirei sonni tranquilli».
Pierpaolo Pierleoni
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