Controlli doppi al G-Day «Bene, ma ora le aziende rischiano di ingolfarsi»

Sabato 16 Ottobre 2021

LA RIPARTENZA
FERMO Niente manovie ferme. Niente proteste davanti ai cancelli. Niente defezioni di massa, né ritardi nelle consegne. Il primo giorno di Green pass obbligatorio per i lavoratori, nel Fermano, è andato in archivio tra sospiri di sollievo e timori per i giorni a venire. I pochi problemi che ci sono stati hanno riguardato i non vaccinati. Quelli che, prima di presentarsi al lavoro, hanno dovuto fare il tampone. Gli stessi che, in certi casi, hanno avuto difficoltà a scaricare il certificato. Per il resto, la giornata è scorsa coi ritmi di sempre.
L'Urp
Per entrare al Comune di Fermo, ieri mattina bisognava superare un doppio controllo: misurazione della temperatura per tutti, poi, autocertificazione da compilare per gli utenti e Green pass da mostrare per i lavoratori. Prima dell'Urp era stato piazzato un banchetto. In piedi, due dipendenti controllavano i certificati. Seduto, un altro spuntava quelli in regola. Uno alla volta, i lavoratori entravano, salutavano e mostravano il cellulare col codice. Quasi sempre ci scappava un sorriso per la situazione insolita. A una donna l'app non riusciva a leggere il certificano. Hanno provato e riprovato. Alla fine, la spunta verde è arrivata. «Ci tengo a ringraziare tutti i dipendenti del Comune, di Asite e delle altre partecipate perché al primo giorno di Green pass non si sono registrati disservizi. E li voglio ringraziare tutti: vaccinati o tamponati che siano», ha scritto sui social il sindaco Paolo Calcinaro. Da oggi, in Comune, i controlli si faranno negli uffici. A occuparsene saranno i dirigenti. Controlli a tappeto anche nelle aziende. E, pure lì, pochissimi disagi riscontrati.
Le previsioni
«Mi aspettavo più chiamate. Invece, solo qualche richiesta di chiarimento», fa sapere il direttore di Confindustria Fermo, Giuseppe Tosi. Come registrare i lavoratori?, Che fare se l'app non legge il Green pass?, Dove archiviare i dati?, alcune delle domande poste dagli imprenditori. Che, per i controlli, hanno nominato ciascuno un responsabile e che, da oggi, andranno in ordine sparso. Con la maggior parte delle aziende più grandi che procederanno a campione. Mentre le altre faticheranno meno a monitorare tutti. «Non sarà una passeggiata, ma è ancora presto per capire come sta andando. Speriamo bene», aggiunge ancora Tosi. Diverse le aziende associate alla Cna che hanno avuto problemi con la lettura dei Green pass ottenuti col tampone. Il risultato di quello fatto da un dipendente era dubbio. Così, è stato mandato a fare il molecolare. «La praticità di questo sistema spiega il presidente dell'associazione di categoria fermana, Emiliano Tomassini è pari a zero. Non voglio pensare a quello che significherà ripetere questa procedura ogni 48 ore. I problemi se ci saranno, e ci saranno, li vedremo tra una o due settimane, quando questa bomba esploderà». Quando, cioè, qualche lavoratore potrebbe stancarsi di fare tamponi a raffica e, rifiutando il vaccino, potrebbe decidere di non presentarsi al lavoro, mettendo in difficoltà le aziende, soprattutto quelle più piccole.
La situazione
«In questo momento prosegue Tomassini , gli imprenditori si trovano in mezzo tra Stato e dipendenti. Vorrei essere ottimista, ma non vedo grossi appigli. Se non modificheranno questa norma frettolosa e studiata male, le difficoltà aumenteranno in maniera paurosa. E non so se tutti ce la faranno a superarle». «Il rischio chiosa il presidente della Cna fermana è che a protestare, tra un po', insieme ai no vax, ci saranno anche gli imprenditori vaccinati».
Francesca Pasquali
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