Area di crisi, avanti con i progetti una pioggia di fondi per il distretto

Mercoledì 24 Luglio 2019
IL PERCORSO
FERMO Maturi, cantierabili e che diano occupazione. Erano in tanti, ieri mattina in Provincia, ad ascoltare dalla voce di Invitalia come dovranno essere i progetti per l'Area di crisi complessa. C'erano gli imprenditori, i diretti interessati. Gli amministratori che stanno seguendo passo passo l'iter. Le associazioni di categoria e le università. Perché le cifre che nei prossimi anni arriveranno nel Distretto fermano-maceratese sono di quelle che fanno girare la testa. Gli imprenditori avranno tutta l'estate per progettare come rinnovarsi.
Le manifestazioni d' interesse
Le manifestazioni di interesse scadranno il 30 settembre. Dopo Civitanova, quello di ieri è stato il secondo incontro organizzato per sondare il terreno. La call, la chiamata, è finalmente aperta. Nel sito di Invitalia c'è il modulo per presentare le manifestazioni di interesse. Che, come ribadito dall'assessore regionale Fabrizio Cesetti «non possono assumere carattere vincolante» visto che «in alcun modo possono anticipare contenuti che sono da costruire con il concorso di tutti». Cesetti, che da poco ha fatto sua la delega alle Aree di crisi, ha ricostruito le tappe che, «all'esito di una pressante e motivata richiesta dei territori», hanno portato al riconoscimento di quella fermana-maceratese. Un traguardo è stato ribadito più volte raggiunto in tempi relativamente brevi, soprattutto se confrontati con quelli di altri territori (uno su tutti l'Ascolano).
Il percorso
Un percorso partito a maggio dell'anno scorso, quando la Regione ha inoltrato la richiesta al Mise (Ministero dello sviluppo economico). Sei mesi più tardi è arrivato l'ok. Il 2019 si è aperto con una serie di incontri per definire i dettagli. Si arriva così ai progetti. Che possono riguardare tutti i settori, comprese le infrastrutture. Anche se l'area di crisi riconosciuta è quella delle pelli-calzature, ai bandi potranno partecipare gli imprenditori di ogni ambito. A patto che presentino progetti appetibili. Un'occasione imperdibile per il territorio che potrà così «cessare le lamentele legittime e porre le basi per costruire il proprio futuro», ha detto Cesetti. «Qui ha aggiunto si gioca il futuro di una classe dirigente. Dovremo dimostrare di esserne capaci, insieme». E ancora: «A questa fase dovrà seguire il primo piano di riconversione industriale. Una progettualità alta e vera che possa costituire la possibilità di rilancio per il territorio». Gli imprenditori dovranno fare la loro parte, non lasciandosi scappare questa chance e presentando progetti «meritevoli» di essere finanziati.
Non soldi a pioggia, quindi, ma finanziamenti mirati, e solo alle idee migliori. La Regione ha cominciato, stanziando 2,5 milioni nel bilancio 2020. I bandi seguiranno due binari paralleli e i fondi arriveranno sia da Roma che da Ancona. Il decreto è atteso per l'autunno. L'obiettivo è partire con i primi bandi all'inizio dell'anno prossimo. «Bisogna avere la capacita ha aggiunto Cesetti di passare dalla fase del quante risorse ci sono a quella del quante e quali progettualità siamo capaci di mettere in campo. Intanto, speriamo di portare a casa la revisione della 181». Al Mise procede, infatti, l'iter per modificare la legge sulle aree di crisi. Che, ad oggi, prevede fondi solo a fronte di investimenti di almeno 1,5 milioni. Progetti difficilmente attuabili nel Distretto fermano-maceratese, fatto perlopiù di imprese piccole e piccolissime. Da qui le richieste di abbassare la soglia per ottenere i finanziamenti e di potersi aggregare tra imprese per potervi accedere. Il tutto durerà tre anni, che scatteranno quando sarà firmato l'accordo di programma.
L'occupazione
L'altro aspetto riguarda l'occupazione. Tra i progetti finanziabili, priorità sarà data a quelli che prevedranno di impiegare persone che hanno perso il lavoro. A inizio mese, la Regione ha definito il bacino: disoccupati residenti nell'area di crisi e disoccupati licenziati da unità produttiva ubicate nell'area di crisi. A tirare le somme della mattinata è stata la dirigente regionale Roberta Maestri che di occupa delle aree di crisi. «La call ha spiegato serve per capire che cosa si muove nel territorio in termini di progettualità e, quindi, il taglio e la tipologia di investimenti che il Distretto vuole incoraggiare». Un rilancio che riguarderà imprese già esistenti, chiamate a riconvertirsi e diversificarsi, e nuove realtà. «Dopo il 30 settembre ha aggiunto Maestri , Invitalia acquisirà ed elaborerà le manifestazioni di interesse. Ministero e Regione dovranno capire quante risorse investire e, su questa base, saranno costruiti i bandi».
Francesca Pasquali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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